A furor di popolo (5 persone..) il concorso "Premia il tuo post preferito" è stato vinto con appena 1 voto di scarto dal seguente racconto.
Buon divertimento, miei fidi lettori.
E restate sintonizzati su questo canale.
"PARENTI SERPENTI, PAZZI E DEMENTI"
PROLOGO
Ieri, ore 17 suppergiù.
Mi trovo nel bagno di casa mia tutta intenta ad allisciarmi i capelli.
Sono sovrappensiero, quando ad un certo punto arriva di corsa mio fratello che, con una faccia a metà tra il divertito e lo spaventato, esclama: "Non puoi capì chi sta arrivando..." Suspence. Spengo il phon. Ricambio il suo sguardo con uno altrettanto terrificato.
"...Zia Maria!".
Ora, credo che in tutte le famiglie ci sia una Zia Maria (alzi la mano chi non ha una zia che si chiama così), ma credo (e mi auguro) che pochi abbiano una ZIAMARIA come la mia.
Magari le vostre sono famose per le crostate di marmellata, perchè sono ultracentenarie o perchè abitano nel paese in cui andavate sempre da bambini.
Oppure (volesse Iddio!) per essere fantomatiche zie di cui tutti in famiglia parlano ma che voi non avete mai visto. La mia invece, ahimè, la conosco benissimo.
Sorella di mio nonno, di un'età ignota ma comunque vecchia e baffuta, si esprime raramente e quando lo fà parla in un misto di calabrese-abruzzese con tanto di voce flebile da ammalata terminale che in pochi riescono a decifrare.E' sempre addolorata per qualcosa, e andava in giro con vestiti neri e volto afflitto da vedova ancora prima che lo divenisse.
A volte credo proprio che sia nata vedova.
A detta di mia nonna e delle storie che mi ha raccontato, pare sia arcigna e malvagia. Oltre che una gran rompicoglioni.
Insomma, le manca una mela stregata in mano e poi avrebbe una (non troppo) lunga carriera come Zia cattiva nelle fiabe.
Il suo passatempo preferito è andare al paese a trovare i vari morti al cimitero, e quando parla cita solo persone il cui appellativo inizi con "Il povero.." o "La buon'anima di...".
In seguito a tristi trascorsi è rimasta sola in una casa popolare alla Stazione Termini che puzza di vecchio e ha sempre le serrande abbassate, in compagnia del figlio ultratrentenne stupidotto che passa la sua vita a sudare a qualsiasi temperatura e a fare da tassista alla madre nelle tratte casa a Roma-casa al paese-cimitero/cimitero-casa al paese-casa a Roma.
Oppure si sfascia la pensione a mignotte.
Ora pare però che abbia messo la testa a posto; ebbene sì, perchè recentemente si è fidanzato con una non più giovanissima fanciulla conosciuta tramite annuncio su Porta Portese, disoccupata e separata, a cui hanno tolto il figlio per via della depressione cronica. Insomma, la scaltra signorina pare che abbia trovato il pollo fesso con vecchia al seguito e doppia pensione da spennare, il tutto in cambio di qualche sbavatina sotto la gonna.
Ma torniamo a Zia Maria.
Vi starete chiedendo perchè la famosa Zia ci sia venuta a far visita con il suo pargoletto. E perchè cotale Zia sia così famosa nella mia famiglia.
In risposta alla prima domanda, siamo venuti a conoscenza del fatto che la Malefica Zia sia uscita fuori di senno. E non lo dico per dire.
E' stata trovata nuda dai Vigli del Fuoco, chiusa fuori casa, mentre gironzolava per il palazzo cercando campo per il telefono (tra l'altro quello fisso, non il cellulare).
A questo punto il figlio ha colto la palla al balzo per tirare fuori l'argomento "ospizio", in modo da avere casa libera per sfogare finalmente le sue fantasie represse in anni di sfruttamento. Il problema è che l'ospizio costa, per cui ha citato in ballo i miei nonni dicendo "Me la sono cuccata io finora, ora tocca a voi".
Ovviamente mia nonna gli ha risposto gentilmente "Ma chi ti si caga", e mio nonno, che è di carattere più mite ma non è certo scemo, si è espresso in un tacito silenzio-assenso.
A questo punto il Figliol Prodigo ha pensato bene di chiamare mio padre per avere un incontro. Lo sò, non c'è un nesso logico in tutto questo, ma siccome mio padre tra gli adulti della famiglia è quello che ha più studiato (udite, udite, è quasi arrivato al 4° anno di medicina), tutti lo chiamano per avere consigli e servigi, come se fosse il saggio della tribù. E quindi l'udienza gli è stata benevolmente concessa per ieri pomeriggio.
L'avvenimento non sarebbe stato completamente degno di una soap opera brasiliana se i miei nonni, ignari di tutto, non avessero pensato proprio quello stesso pomeriggio di venire a farci vista con una tale Zia Iolanda, sorella di nonna, che non vedo dal giorno del mio battesimo.
Facciamoci quindi due conti: Zia Maria la Pazza + il Figliol Prodigo che è venuto a farci vedere quanto sia suonata, sperando che il mio Saggio Padre lo aiuti a togliersela dalle balle + "guest star" Mio Nonno, il fratello della pazza, e Mia Nonna, che odia Zia Maria dalla notte dei tempi + io, mio fratello e Mia Madre + le sconosciute comparse Zia Iolanda e il Marito.
E adesso, prima di venire al succo della storia, la risposta alla seconda curiosità: perchè è così famosa sta Zia Maria (se quanto detto finora non bastasse)?
E' UN COACEVO DI SFIGHE.
UNA NUVOLA DI FANTOZZI.
Un corvo, un gatto nero, un gufo.
E quando ieri è entrata in casa mia, signore e signori, il nostro tranquillo e moderno appartamento di città si è tasformato in un castello settecentesco che sembrava l'ambientazione di "Intrighi a Corte".
LA STORIA
Ovviamente Zia Maria arriva per ultima, come tutti i cattivi dei film.
Nel frattempo Mia Nonna si era accomodata in salotto e chiacchierava affabilmente (ma guardando ogni 30 secondi la porta di casa) con Zia Iolanda e il Marito, mentre il Saggio Padre preparava il caffè, mia Madre fingeva di partecipare alla conversazione insieme a Mio Nonno, e io e mio fratello cercavamo un nascondiglio sicuro.
Suona il campanello (musica solenne di un organo, latrati di cane - Birillo -).
Mio Nonno scatta in piedi, il Saggio Padre scappa in cucina, io e mio fratello restiamo pietrificati dove siamo tentando inutilmente di mimetizzarci con la tappezzeria, mentre Mia Nonna con calma serafica ed occhi assassini resta seduta sul divano.
In tutto questo le Comparse continuano a parlare da sole, ignare di tutto.
Tocca a Mia Madre andare a fare gli onori di casa.
Da Oscar la scena della Zia Cattiva e il Figliol Prodigo che fanno il loro ingresso, uno di fianco all'altro: Lui, con il volto coperto di sudore e gli occhiali appannati, che cerca disperatamente lo sguardo consensuale dei presenti; Lei, vestita di nero da capo a piedi, con tanto di crocefisso (e un gatto nero probabilmente nascosto sotto la gonna), con un sorriso beota e infantile stampato sotto i baffi (anch'essi rigorosamente neri).
Mancava solo la colonna sonora della Famiglia Addams.
Partono i convenevoli, baci e bacetti (nel caso di mia nonna, accompagnati da imprecazioni sommesse), e ci accomodiamo tutti, tranne mio fratello, che si dilegua subito, ed io che raggiungo il Saggio Padre in cucina per bere...e lo sapete come lo trovo?
Sghignazzante, intento a buttare manate di sale nel lavandino!
Ma vi rendete conto? Roba da Medioevo.
Per non parlare di Mia Madre che, dopo aver accompagnato Zia Maria al bagno e averla riportata al suo posto, corre in cucina e mi fà "Prendi la varecchina e buttala nel cesso, sbrigati!". Orami spiazzata e convinta di trovarmi in una dimensione parallela in cui nessuno sia chi veramente sembra ma solo alieni che si sono impossessati dei corpi dei miei parenti, eseguo gli ordini cercando di non dare nell'occhio.
E subito mi trovo nel bel mezzo di una specie di complotto al maschile: di fronte alla porta del bagno, lontano dalle orecchie della Zia Cattiva, il Figliol Prodigo non ha perso tempo per imboscarsi col Saggio Padre e cercare disperatamente di convincerlo a far fuori la vecchia.
Faccio finta di niente, compio la mia operazione Top Secret, e mi dirigo verso la cameretta. Passando per il salotto, vedo Mia Nonna e le malcapitate Comparse che cercano inutilmente di parlare con una dislessica Zia Maria di vecchie conoscenze del paese (per lo più morti, sono la sua specialità).
Chiaro l'atteggiamento di sfida di mia nonna nei confronti della Zia, cercando di dimostrare alle ingenue Comparse quanto lei sia più brava a ricordare le cose.
Comunque, scrollo le spalle e proseguo fino in camera.
Lì trovo Mia Madre intenta a confabulare con Mio Nonno, che da qui in poi chiameremo Ispettore Callaghan.
Ebbene sì, perchè il mio caro nonnetto, alla veneranda età di 73 anni, si è messo a fare l'investigatiore privato. Infatti lo vedo che tira fuori un estratto del conto di Zia Maria e ce lo mostra, spiegando che, impensierito per la relazione del Figliol Prodigo con la Signora Occhi di Gatto che potrebbe tentare di spennarlo, giorni prima si era recato alla posta per controllare le uscite del conto della sorella, ma che l'operatrice ovviamente gli ha detto che trattandosi di dati sensibili ciò non era permesso senza la presenza della titolare o del figlio.Quini quella volpe di Mio Nonno si è dato appuntamento di nascosto con la sorella, che tanto poco ci sta col cervello e altrettanto poco capisce, e l'ha condotta con sè in banca, ottenendo così l'agognato documento e scoprendo che (TADAAAA): nell'ultimo mese il Figliol (Mica Tanto) Prodigo, si è fregato ben 3.500 euro dal conto dell'insenziente madre!
Sagace il vecchietto, eh?
Nel mentre (è proprio vero, parli del diavolo e spuntano le corna) entra proprio il Figlio di Zia Maria, attaccando anche a noi il pippone di quanto sia disperato per la madre (bugiardo!) e ci parla di questa sua fiamma a cui INSPIEGABILMENTE hanno tolto la custodia del figlio e che POVERINA non ha un soldo.
A questo punto Mio Nonno (e qui magistrale è il primo piano con musichetta stile Beautiful, per la serie: "Tu non lo sai, ma ti ho scoperto") gli dice: "Comunque prima o poi me la devi presentare questa fidanzata, eh!".
Il terrore negl occhi sudati del Figliol Prodigo che cerca di svicolare con un mugugno di assenso.
Ma il gelo nella stanza viene interrotto da una scena tragicomica che ci si palesa di fronte: in salotto Zia Maria è intenta a parlare con l'armadio a specchio, chiedendo (a chi?) quando sia il momento di tornare a casa, che è passato già tanto tempo e lei vuole andare via.
Fantastico il cinismo di Mia Nonna che le fà: "A Marì, daje, siedite che stai a parlà cò lo specchio".
A quel punto vedo le Comparse, in particolare la Sconosciuta Zia Iolanda, che si scola una bottiglia di birra, prende per un braccio il Marito e ci viene a salutare prodigandosi in abbracci e frasi del tipo "Non mi conoscete, ma ci conosceremo" (era una minaccia?), il tutto in un ripugnante olezzo di alcol e vecchiume.
I Miei Nonni fanno lo stesso, e a quel punto è ora di andarsene anche per Zia Maria e il Figliolo, la quale ci lascia concludendo con una performance da Premio come Miglior Attrice: rivolta allo specchio, con tutti noi alle sue spalle, ci parla e ci saluta dicendo "Ciao a tutti, bbonanotte!" (specifico che erano appena le 19 e c'era ancora il sole) e poi, rivolta al riflesso di mia madre, aggiunge: "Cara, non me dai manco 'n bacetto?"
Finiti i bizzarri convenevoli l'allegro carosello parte, e una volta chiusa la porta mi trovo ancora costretta a scene ignobili in cui i miei genitori ridendo isterici e facendo una strana danza, spargono sale per casa.
MORALE
Non sono riuscita a trovarne una, giuro.
Però posso darvi i numeri da giocare al Lotto:
48, Morto che Parla
89, la Vecchia
21, la Donna Nuda
22, il Pazzo.
Dopodichè buttatevi un pò di sale e varecchina dietro le spalle, incrociate le dita e sperate.
Che non sia venerdì 17.
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mercoledì 1 ottobre 2008
giovedì 31 luglio 2008
Là dove finiscono le fiction...
...ecco a voi il seguito di THE TUDORS, in onda fino ad oggi ogni giovedì su canale 5.
La storia per scelte di regia si ferma stasera con la scissione tra chiesa cattolica e anglicana, tralasciando tutte le avventure (e sfighe) matrimoniali che Enrico VIII avrà negli anni a seguire.
Pertanto vi "copioincollo" un mio post abbastanza recente che tratta a mò di favoletta e per intero proprio la fantastica biografia del monarca inglese.
Che, senza invenzioni nè artefici, a Ridge, Brooke e compagnia bella gli fà un baffo.
C'era una volta un Re. Non era bello, ma piaceva molto alle donne.
Il suo nome era Enrico Ottavo (Enrico di nome, Ottavo di cognome).
Quando aveva solo 18 anni suo padrè morì e lui si trovò a governare l'Inghilterra da solo in giovane età.
A questo punto, al nuovo Re serviva una Regina.
Fu così che per far restare tutto in famiglia, Enrico pensò bene di chiedere in sposa la vedova di suo fratello, Caterina D'Aragona, la quale dovette giurare di non aver mai avuto rapporti intimi con il precedente marito (Enrico era un tipo piuttosto permaloso).
La ragazza era spagnola, molto religiosa, ma anche lei non proprio bellissima.
Come si dice, Dio li fa e poi li accoppia.
Enrico e Caterina desideravano molto un figlio maschio, ma per quanto ci provassero e riprovassero, riuscirono solo ad avere una femminuccia, Maria, mentre altri sei bambini nacquero morti.
Quando Caterina divenne troppo vecchia per fare ancora figli, Enrico Ottavo iniziò a divertirsi con altre donne.
La prima fù la dama di corte Maria Bolena. Da questa ebbe un figlio che Enrico non riconobbe, così la ragazza e il bambino furono rispediti in campagna.
Ma siccome Enrico aveva bisogno di un maschio da far salire al trono quando lui sarebbe morto, era necessario che si sbarazzasse della povera Caterina e sposasse un'altra donna.
Decise che questa donna sarebbe stata la giovane e bella sorella di Maria, Anna Bolena.
Ora, il problema è che a quei tempi non esisteva il divorzio, men che meno per un Re, pertanto il furbo Enrico dovette trovare una scusa per far annullare il suo matrimonio.
Dapprima fece processare Caterina dicendo che aveva mentito e che aveva consumato il matrimonio con il fratello morto.
No, non la fece indagare per necrofilia; intendo dire che il matrimonio l'avevano consumato quando il fratello era ancora vivo, ma che poi è morto. Vabbè, continuiamo.
I giudici però la assolsero da questo reato, e allora, siccome Enrico era il Re e il Re può fare tutto quello che gli pare, decise di sposare Anna in segreto e di annullare il matrimonio con Caterina senza sè e senza ma, ricevendo per questo la scomunica dal Papa. E' proprio vero che un pelo di fica tira più di un carro di buoi (anche se il carro è guidato da Sua Santità).
Così, detto fatto, anche Caterina fà i bagagli e se ne và fuori città insieme alla figlioletta.
A questo punto il Re ha il via libera per iniziare a fare porcherie con Anna Bolena, che infatti presto rimane incinta (se non capite il nesso porcherie-gravidanza, andate su Wikipedia alla voce "Cicogna").
Come tutti saprete, nel Cinquecento non c'era l'ecografia, così i due sposi passarono 9 mesi sperando che si trattasse di un maschietto. E invece nacque Elisabetta Prima (Elisabetta di nome, Prima di cognome; sì, in teoria avrebbe dovuto chiamarsi Elisabetta Ottavo, ma il padre non le voleva tanto bene perchè era femmina e le cambiò cognome).
Allora la povera Anna dovette riprovarci ancora e ancora, ma ogni volta il bambino maschio nasceva morto.
A questo punto a Re Enrico arrivarono alcune segnalazioni (un pò come succede oggi a "Uomini e Donne"), che gli rivelarono che la moglie tra un parto e l'altro si trastullava con vari giovanotti, tra cui anche suo fratello. Pare però che le malelingue dicessero il falso e la donna si dichiarò sempre innocente. "Sono una donna, non sono una santa..ma neanche una zoccola", urlava dimenandosi per i corridoi del palazzo mentre la portavano in cella.
Ma ciò non servì a nulla perchè Enrico Ottavo, che oltre ad essere permaloso era pure molto irascibile, ce la ebbe a morte lei, e infatti le fece tagliare la testa con l'accusa di stegoneria, adulterio e incesto, ovviamente dopo aver annullato il loro matrimonio. Roba che in Italia sarebbe diventata la Regina di tutte riviste gossip.
Quello che si dice: essere nel posto sbagliato al momento sbagliato.
A questo punto Enrico, che già da tempo si intratteneva con la dama Jane Seymour, decise di sposarla il giorno dopo. E subito ci si mise d'impegno anche con lei.
E si impegnarono così tanto che finalmente nacque un bambino, Edoardo, ma la povera Jane morì stremata dalla fatiche dell'amore due settimane dopo.
A questo punto i giochi sembravano fatti, ma il medico disse che il fanciullino era molto debole e malaticcio, perciò il Re per essere più sicuro decise che aveva bisogno di un'altra moglie, e di un altro figlio maschio di riserva (non è che niente niente siamo risaliti a una lontana discendenza di Moratti?)
Così sposò la straniera Anna Di Clèves, che era brutta e protestante. Ma per quanto Enrico si sforzò di farsela piacere, la ragazza era proprio ripugnante, tanto che il matrimonio non fu consumato e venne annullato (ma và?) nel giro di pochi mesi.
Allora Enrico, che sarà stato pure un buon Re, ma non brillava certo per astuzia, pensò bene di impelagarsi di nuovo con la famiglia Bolena, sposando stavolta la cugina di Anna, la allora diciottenne Caterina Howard. E siccome buon sangue non mente, Caterina, non solo non diede a Enrico alcun erede maschio, ma fu accusata di avere una relazione con un cortigiano (che stavolta pare fosse vera).
Il Re, che ormai ci aveva fatto il callo, fece annullare anche questo matrimonio e l'adulterina venne giustiziata di lì a poco.
E siamo a cinque.
A questo punto Enrico si disse:"O la va o la spacca", e si giocò l'ultima carta, anche perchè ormai iniziava ad avere una certa età.
Così convolò a nozze con la ricca vedova Caterina Parr. Neanche a dirlo, i due ci provarono, ma di figli non ne arrivarono neanche stavolta.
Dopo alcuni anni, notevolmente sovrappeso e probabilmente malato di sifilide (cosa di cui non c'è da stupirsi), Enrico morì, lasciando tutto in eredità alla sesta e unica moglie valida.
I trono passò così in mano al bianchiccio Edoardo, a soli 9 anni. Il poveretto, dimostrando che i maschi della famiglia Ottavo non erano proprio fortunatissimi, morì a soli 16 anni, lasciando la corona prima a Maria, figlia di Caterina D'Aragona, e poi a Elisabetta Prima, figlia di Anna Bolena, la regina più famosa e longeva d'Inghilterra.
Insomma, Enrico Ottavo tanto ha detto, tanto ha fatto, che alla fine il trono è andato a una donna.
MORALE DELLA FAVOLA:
Chi troppo vuole, nulla stringe.
Tiè.
La storia per scelte di regia si ferma stasera con la scissione tra chiesa cattolica e anglicana, tralasciando tutte le avventure (e sfighe) matrimoniali che Enrico VIII avrà negli anni a seguire.
Pertanto vi "copioincollo" un mio post abbastanza recente che tratta a mò di favoletta e per intero proprio la fantastica biografia del monarca inglese.
Che, senza invenzioni nè artefici, a Ridge, Brooke e compagnia bella gli fà un baffo.
C'era una volta un Re. Non era bello, ma piaceva molto alle donne.
Il suo nome era Enrico Ottavo (Enrico di nome, Ottavo di cognome).
Quando aveva solo 18 anni suo padrè morì e lui si trovò a governare l'Inghilterra da solo in giovane età.
A questo punto, al nuovo Re serviva una Regina.
Fu così che per far restare tutto in famiglia, Enrico pensò bene di chiedere in sposa la vedova di suo fratello, Caterina D'Aragona, la quale dovette giurare di non aver mai avuto rapporti intimi con il precedente marito (Enrico era un tipo piuttosto permaloso).
La ragazza era spagnola, molto religiosa, ma anche lei non proprio bellissima.
Come si dice, Dio li fa e poi li accoppia.
Enrico e Caterina desideravano molto un figlio maschio, ma per quanto ci provassero e riprovassero, riuscirono solo ad avere una femminuccia, Maria, mentre altri sei bambini nacquero morti.
Quando Caterina divenne troppo vecchia per fare ancora figli, Enrico Ottavo iniziò a divertirsi con altre donne.
La prima fù la dama di corte Maria Bolena. Da questa ebbe un figlio che Enrico non riconobbe, così la ragazza e il bambino furono rispediti in campagna.
Ma siccome Enrico aveva bisogno di un maschio da far salire al trono quando lui sarebbe morto, era necessario che si sbarazzasse della povera Caterina e sposasse un'altra donna.
Decise che questa donna sarebbe stata la giovane e bella sorella di Maria, Anna Bolena.
Ora, il problema è che a quei tempi non esisteva il divorzio, men che meno per un Re, pertanto il furbo Enrico dovette trovare una scusa per far annullare il suo matrimonio.
Dapprima fece processare Caterina dicendo che aveva mentito e che aveva consumato il matrimonio con il fratello morto.
No, non la fece indagare per necrofilia; intendo dire che il matrimonio l'avevano consumato quando il fratello era ancora vivo, ma che poi è morto. Vabbè, continuiamo.
I giudici però la assolsero da questo reato, e allora, siccome Enrico era il Re e il Re può fare tutto quello che gli pare, decise di sposare Anna in segreto e di annullare il matrimonio con Caterina senza sè e senza ma, ricevendo per questo la scomunica dal Papa. E' proprio vero che un pelo di fica tira più di un carro di buoi (anche se il carro è guidato da Sua Santità).
Così, detto fatto, anche Caterina fà i bagagli e se ne và fuori città insieme alla figlioletta.
A questo punto il Re ha il via libera per iniziare a fare porcherie con Anna Bolena, che infatti presto rimane incinta (se non capite il nesso porcherie-gravidanza, andate su Wikipedia alla voce "Cicogna").
Come tutti saprete, nel Cinquecento non c'era l'ecografia, così i due sposi passarono 9 mesi sperando che si trattasse di un maschietto. E invece nacque Elisabetta Prima (Elisabetta di nome, Prima di cognome; sì, in teoria avrebbe dovuto chiamarsi Elisabetta Ottavo, ma il padre non le voleva tanto bene perchè era femmina e le cambiò cognome).
Allora la povera Anna dovette riprovarci ancora e ancora, ma ogni volta il bambino maschio nasceva morto.
A questo punto a Re Enrico arrivarono alcune segnalazioni (un pò come succede oggi a "Uomini e Donne"), che gli rivelarono che la moglie tra un parto e l'altro si trastullava con vari giovanotti, tra cui anche suo fratello. Pare però che le malelingue dicessero il falso e la donna si dichiarò sempre innocente. "Sono una donna, non sono una santa..ma neanche una zoccola", urlava dimenandosi per i corridoi del palazzo mentre la portavano in cella.
Ma ciò non servì a nulla perchè Enrico Ottavo, che oltre ad essere permaloso era pure molto irascibile, ce la ebbe a morte lei, e infatti le fece tagliare la testa con l'accusa di stegoneria, adulterio e incesto, ovviamente dopo aver annullato il loro matrimonio. Roba che in Italia sarebbe diventata la Regina di tutte riviste gossip.
Quello che si dice: essere nel posto sbagliato al momento sbagliato.
A questo punto Enrico, che già da tempo si intratteneva con la dama Jane Seymour, decise di sposarla il giorno dopo. E subito ci si mise d'impegno anche con lei.
E si impegnarono così tanto che finalmente nacque un bambino, Edoardo, ma la povera Jane morì stremata dalla fatiche dell'amore due settimane dopo.
A questo punto i giochi sembravano fatti, ma il medico disse che il fanciullino era molto debole e malaticcio, perciò il Re per essere più sicuro decise che aveva bisogno di un'altra moglie, e di un altro figlio maschio di riserva (non è che niente niente siamo risaliti a una lontana discendenza di Moratti?)
Così sposò la straniera Anna Di Clèves, che era brutta e protestante. Ma per quanto Enrico si sforzò di farsela piacere, la ragazza era proprio ripugnante, tanto che il matrimonio non fu consumato e venne annullato (ma và?) nel giro di pochi mesi.
Allora Enrico, che sarà stato pure un buon Re, ma non brillava certo per astuzia, pensò bene di impelagarsi di nuovo con la famiglia Bolena, sposando stavolta la cugina di Anna, la allora diciottenne Caterina Howard. E siccome buon sangue non mente, Caterina, non solo non diede a Enrico alcun erede maschio, ma fu accusata di avere una relazione con un cortigiano (che stavolta pare fosse vera).
Il Re, che ormai ci aveva fatto il callo, fece annullare anche questo matrimonio e l'adulterina venne giustiziata di lì a poco.
E siamo a cinque.
A questo punto Enrico si disse:"O la va o la spacca", e si giocò l'ultima carta, anche perchè ormai iniziava ad avere una certa età.
Così convolò a nozze con la ricca vedova Caterina Parr. Neanche a dirlo, i due ci provarono, ma di figli non ne arrivarono neanche stavolta.
Dopo alcuni anni, notevolmente sovrappeso e probabilmente malato di sifilide (cosa di cui non c'è da stupirsi), Enrico morì, lasciando tutto in eredità alla sesta e unica moglie valida.
I trono passò così in mano al bianchiccio Edoardo, a soli 9 anni. Il poveretto, dimostrando che i maschi della famiglia Ottavo non erano proprio fortunatissimi, morì a soli 16 anni, lasciando la corona prima a Maria, figlia di Caterina D'Aragona, e poi a Elisabetta Prima, figlia di Anna Bolena, la regina più famosa e longeva d'Inghilterra.
Insomma, Enrico Ottavo tanto ha detto, tanto ha fatto, che alla fine il trono è andato a una donna.
MORALE DELLA FAVOLA:
Chi troppo vuole, nulla stringe.
Tiè.
venerdì 25 luglio 2008
Goodbye Valentino (ottobre 2007)
L'ho messo nell'anfora di vetro con la sua bustina e la sua acqua per farlo abituare gradualmente alla temperatura.
Gli ho dato da mangiare tutti i giorni alla stessa ora.
L'ho messo nella postazione centrale della casa per dargli importanza, farlo sentire il benvenuto.
Gli ho dato un compagno simpatico, estroso, pieno di energie.
Gli ho cambiato l'acqua due volte in due giorni per essere sicura che fosse alla temperatura giusta.
E ALLORA PERCHE' E' MORTO?
Non ci sono spiegazioni logiche, perchè Gucci è ancora vivo, vegeto e saltarellante nella stessa vasca, nella stessa acqua, con lo stesso cibo e la stessa luce. Ha vissuto pure una notte con un cadavere e sta là tutto allegro con i suoi occhietti vispi che mi guarda come per dire "Io non c'entro niente".
E invece no, caro Gucci, a me questa storia puzza (di pesce) (morto).
Perché se tutti i fattori sono invariati ce n'è solo uno che può essere la causa della morte del povero Valentino: Gucci stesso. Quello che doveva essere il suo fedele compagno di vita.
Tra l'altro il vedovo non ha mostrato alcun segno di dispiacere per l'accaduto, il che mi sembra alquanto strano, non vi pare?
Ma lasciate che vi racconti.
In pratica ieri, mentre me ne stavo tranzolla tranzolla sul divano a vedere "Popstar" in francese, arriva Klaartje tutta spaventata e in un misto di italiano/inglese/fiammingo mi spiega che quando un pesce giace nell'acqua in posizione diagonale sta per morire. Oh cazzo!
E' vero che negli ultimi giorni era un pò depresso (in effetti l'avevo comprato solo da due giorni e non era mai stato il massimo della vitalità), però da qui a lasciarsi morire!
Insomma, iniziamo a bussargli sul vetro e a tratti pare riprendersi. Fa una piccola nuotatina fino al fondo della vasca, poi di nuovo lentamente si lascia risalire a galla, sempre in quell'inquietante posizione diagonale.
"E' entrato in coma" dice Klaartje. Cazzo, in coma, dentro casa mia!
Ok, è solo un pesce ma ste cose mi fanno senso lo stesso. Lo vedi che sta là, questa animella di Dio, con la faccetta languida che un pò ti guarda, un pò già vede la fine del tunnel.
Ma io imperterrita gli dò un altro colpetto sul vetro, e pare muoversi ancora.
O forse no, forse è solo il movimento dovuto all'acqua.
"Ha gli spasmi" dice l'amica di Klaartje. Oh, ma che è una persona?
Me la fanno prende a male così, non è giusto. Io che cerco invano di rianimarlo e ste due là davanti a farmi la telecronaca della sua agonia in diretta.
A questo punto sembra davvero aver esalato l'ultimo respiro, allora decidiamo di buttarlo, ma non facciamo in tempo a prenderlo che dà un altro colpetto di coda e fà una piccola nuotatina. Il panico.
Allora Klaartje aggiunge "Forse sta avendo un HEART ATTACK!". Un attacco di cuore??!!? "Si, se l'acqua è troppo fredda o troppo calda".
Boh, io ci ero stata attenta, è proprio delicatino sto pesce. E vabbè, vado di là per mischiare l'acqua al punto giusto, mi incollo l'ampolla di vetro, aggiungo l'acqua nuova e Valentino sembra riprendersi ancora. Ma poi sempre in quella minchia di posizione diagonale mistica, si lascia trascinare dalla corrente verso l'alto.
E in tutto questo, amici cari, Gucci che faceva? Se ne stava sul fondo della sua vaschetta a rimpinzarsi la pancia come un maledetto, con gli occhi da pazzo che solo un pesce che è vissuto un anno in una vasca da solo a girare miliardi di volte su se stesso può avere.
Così ho detto a Klaar "Strano, Gucci sta così bene, cosa sarà successo?" e lei: "Valentino è il terzo pesce che muore, Gucci ha avuto già altri due compagni".
Ah, e dimmelo prima no! Allora mi sono fatta due conti e la conclusione è che Gucci è un indiavolato che conduce tutti i suoi compagni alla morte.
Provate voi a condividere per più di 24 ore una stanza di un metro quadro con un pazzo da manicomio e vedrete se il giorno dopo non tentate il suicidio. Ecco, Valentino ha fatto lo stesso. Non mangiava, non nuotava, non sorrideva più.
Si è semplicemente lasciato morire, da solo e incompreso.
Stamattina al mio risveglio l'ho trovato che galleggiava inerme (e Gucci sempre sul fondo vasca con la faccia da pazzo che schizzava da una parte all'altra).
Allora l'ho preso e l'ho raccolto con la scatola dei Grisbì al cioccolato.
Quella che si dice una morte dolce.
Poi l'ho fatto scivolare piano piano nel wc, ed ho tirato lo sciacquone. Due volte, per essere sicura che non riemergesse mentre faccio i miei bisogni.
Vai in pace caro Valentino, risposa con i due piccoli amici che ti hanno preceduto, Dolce & Gabbana.
Il brutto è che ora stare da sola in quella stanzetta di 40 cm quadri seduta sul wc mi fa un pò strano.
Il nostro water è infestato dagli spiriti dei pesci suicidi.
Ad ogni modo, goodbye Valentino.
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