Basta con tutte queste ricette di pastasciutta, cambiamo un pò genere: e vai col dolce!
Oggi ho fatto la torta brownie al cioccolato.
Ecco a voi svelato il segreto di tanta bontà.
BROWNIE AL CIOCCOLATO
Difficoltà: @@ (ah, i misteri della cottura a bagnomaria!)
Ingredienti
150 gr ciccolato fondente
150 gr burro
90 gr zucchero
110 gr farina
1 bustina di vanillina (o 1/2 fialetta di aroma vaniglia)
2 uova
1/4 di cucchiaio di lievito per dolci
Preparazione
Squagliare il cioccolato a bagnomaria insieme al burro (definizione di bagnomaria: in un padellino riempito per metà d'acqua, inserire un recipiente più piccolo in cui mettere il cibo da cuocere; portare ad ebollizione ed attendere che la cottura sia ultimata).
Nel frattempo in un recipiente mischiare la farina con il lievito e la vanillina, poi aggiungere le uova e lo zucchero, e infine unire il tutto al cioccolato fuso, mescolando bene fino ad ottenere un composto bello denso.
Poi prendete una teglia del diametro di circa 25cm, la imburrate e infarinate (oppure se vi sembra troppo difficile -caprette!- copritela con della carta forno), quindi versateci dentro il preparato per la torta.
Ah ah, e qui v'ho cioccato!
Che vi siete dimenticati? Alzi la mano chi lo sà! ...ma dai, è ovvio, il forno! Va sempre pre-riscaldato durante la fase di preparazione. Vabbè, facciamo finta che lo abbiate fatto, piccoli mentecatti.
A questo punto, col forno a temperatura 180°, potete inserire la teglia e attendere che la vostra torta sia pronta. Ci vogliono circa 30 minuti, ma voi per sicurezza fate sempre la prova-stuzzicadenti, che quella non vi tradisce mai.
Ah, la prova-stuzzicadenti, se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Ma voi che ne sapete, brutti mangiapane a tradimento. Voi basta che magnate, che ve frega.
Qualche predicozzo dopo, sfornate la vostra bella torta cioccolatosa e attendete che si raffreddi un pò. Dopodichè, se volete proprio fare i brownie all'americana, la tagliate a quadrotti.
Buon appetito, paffuti nemici delle diete.
Au revoir, a la prossima riscetta miei cavi!
sabato 22 novembre 2008
mercoledì 19 novembre 2008
Mezze maniche con zucca e pancetta
Care amiche e amici golosetti, credevate vi avessi abbandonati, eh?
E invece no, anzi. Mille ricette ho in serbo per voi. Questa e altre 999, o giù di lì.
Come avrete SICURAMENTE letto in giro, questo è il periodo della zucca. Sì, anche se non ci sono più le mezze stagioni. La zucca non ci abbandona mai.
Io personalmente adoro questo ortaggio, non solo per il sapore e per la sua versatilità, ma anche e soprattutto per il colore. Volete mettere preparare piatti brutti e marroncini piuttosto che servire fumanti portate di uno sgargiante arancio? E sù, no. E poi dicono che Novembre è un mese triste. I morti ormai non se li fila più nessuno, perchè la notte prima è Halloween e il giorno dopo lo passano tutti a riprendersi dalla sbronza. Il freddo da lupi è storia trapassata (l'ho già detto che non ci sono più le mezze stagioni?). In più è anche il periodo dell'ortaggio più colorato che ci sia (con tutto il rispetto per la Signora Carota, che a me poco aggrada)...insomma, dai, stateci. Evviva Novembre.
E per onorare questo bel mese (in cui, tra l'altro, sono nata io), oggi vi propongo una ricetta facile facile che potete fare tutti.
E infatti il grado di difficoltà è: @ (per la legenda vedete il post precedente)
Titolo: Mezze maniche zucca e pancetta
Ingredienti per 4 persone
mezzo kilo di pasta tipo mezze maniche (sennò anche le pipe rigate vanno benissimo)
zucca (diciamo, meno di un quarto di una zucca di media grandezza. Se volete più precisione avete sbagliato blog. Qui si va a occhio.)
due fette di pancetta affumicata
cipolla
vino bianco
olio extravergine d'oliva
salvia
cannella
noce moscata
sale
pepe nero
ricotta salata
Procedimento
Prendete il pezzo di zucca, togliete i semini e sbucciatelo. Metà della zucca taglietela a cubetti e fatela rosolare in un pò di olio extravergine con la cipolla, sale e pepe. Fatela cuocere per 10/15 minuti, aggiungendo anche un bicchiere di vino bianco fino a farlo evaporare.
Una volta cotta, mettete la zucca con il suo condimento in un mixer e frullare il tutto fino ad ottenere un composto denso (se vi sembra troppo asciutto, aggiungete dell'olio).
La restante zucca tagliatela a pezzettini sottili sottili (che non potete dire di no), alla "julienne", per capirci. Dopodichè tagliate a pezzettini anche la pancetta (privandola della cotenna..oink!).
A questo punto fate rosolare le striscioline di zucca in olio extravergine con alcune foglie di salvia tritate, e condite il tutto con un cucchiaino di cannella e una spolverata di noce moscata (questo è il mio tocco personale, rubato da una ricetta giapponese..hihi!), poi sale e pepe (se la pancetta e molto pepata, evitate il pepe. Elementare, no?).
Fate cuocere la zucca per 5 minuti (se si asciuga, anche qui aggiungete un pò di vino bianco e/o acqua calda), dopodichè aggiungete la pancetta e fate cuocere per altri 5 minuti, poi spegnete il fuoco.
A questo punto voi, previdenti, avrete già messo a bollire l'acqua salata per la pasta...vero? Non mi fate che vi distraete, eh. Oh.
Allora buttate la pasta, aspettate che si cuocia (io la consiglio sempre al dente), poi una volta scolata la mettete a mantecare nella padella con la zucca e vi aggiungete il composto frullato in precedenza.
Servite nei piatti con una spolverata di ricotta salata grattugiata, e la vostra deliziosa pasta arancione è bell'e pronta.
Et voilà. C'est plus facile.
Provate e commentate. Attendo vostri riscontri, miei piccoli adepti.
Che il potere dei fornelli sia con voi.
Andate (a fare la spesa) in pace.
E invece no, anzi. Mille ricette ho in serbo per voi. Questa e altre 999, o giù di lì.
Come avrete SICURAMENTE letto in giro, questo è il periodo della zucca. Sì, anche se non ci sono più le mezze stagioni. La zucca non ci abbandona mai.
Io personalmente adoro questo ortaggio, non solo per il sapore e per la sua versatilità, ma anche e soprattutto per il colore. Volete mettere preparare piatti brutti e marroncini piuttosto che servire fumanti portate di uno sgargiante arancio? E sù, no. E poi dicono che Novembre è un mese triste. I morti ormai non se li fila più nessuno, perchè la notte prima è Halloween e il giorno dopo lo passano tutti a riprendersi dalla sbronza. Il freddo da lupi è storia trapassata (l'ho già detto che non ci sono più le mezze stagioni?). In più è anche il periodo dell'ortaggio più colorato che ci sia (con tutto il rispetto per la Signora Carota, che a me poco aggrada)...insomma, dai, stateci. Evviva Novembre.
E per onorare questo bel mese (in cui, tra l'altro, sono nata io), oggi vi propongo una ricetta facile facile che potete fare tutti.
E infatti il grado di difficoltà è: @ (per la legenda vedete il post precedente)
Titolo: Mezze maniche zucca e pancetta
Ingredienti per 4 persone
mezzo kilo di pasta tipo mezze maniche (sennò anche le pipe rigate vanno benissimo)
zucca (diciamo, meno di un quarto di una zucca di media grandezza. Se volete più precisione avete sbagliato blog. Qui si va a occhio.)
due fette di pancetta affumicata
cipolla
vino bianco
olio extravergine d'oliva
salvia
cannella
noce moscata
sale
pepe nero
ricotta salata
Procedimento
Prendete il pezzo di zucca, togliete i semini e sbucciatelo. Metà della zucca taglietela a cubetti e fatela rosolare in un pò di olio extravergine con la cipolla, sale e pepe. Fatela cuocere per 10/15 minuti, aggiungendo anche un bicchiere di vino bianco fino a farlo evaporare.
Una volta cotta, mettete la zucca con il suo condimento in un mixer e frullare il tutto fino ad ottenere un composto denso (se vi sembra troppo asciutto, aggiungete dell'olio).
La restante zucca tagliatela a pezzettini sottili sottili (che non potete dire di no), alla "julienne", per capirci. Dopodichè tagliate a pezzettini anche la pancetta (privandola della cotenna..oink!).
A questo punto fate rosolare le striscioline di zucca in olio extravergine con alcune foglie di salvia tritate, e condite il tutto con un cucchiaino di cannella e una spolverata di noce moscata (questo è il mio tocco personale, rubato da una ricetta giapponese..hihi!), poi sale e pepe (se la pancetta e molto pepata, evitate il pepe. Elementare, no?).
Fate cuocere la zucca per 5 minuti (se si asciuga, anche qui aggiungete un pò di vino bianco e/o acqua calda), dopodichè aggiungete la pancetta e fate cuocere per altri 5 minuti, poi spegnete il fuoco.
A questo punto voi, previdenti, avrete già messo a bollire l'acqua salata per la pasta...vero? Non mi fate che vi distraete, eh. Oh.
Allora buttate la pasta, aspettate che si cuocia (io la consiglio sempre al dente), poi una volta scolata la mettete a mantecare nella padella con la zucca e vi aggiungete il composto frullato in precedenza.
Servite nei piatti con una spolverata di ricotta salata grattugiata, e la vostra deliziosa pasta arancione è bell'e pronta.
Et voilà. C'est plus facile.
Provate e commentate. Attendo vostri riscontri, miei piccoli adepti.
Che il potere dei fornelli sia con voi.
Andate (a fare la spesa) in pace.
mercoledì 5 novembre 2008
Voglio diventare grande, voglio diventare grande!
Da grande, cioè fra poco..o fra molto, che ai tempi d'oggi non ci si capisce tanto. Comunque, dicevo.
Da grande.
Da grande mi vedo...mi vedo non sò bene in che città. Mi piacerebbe restare a Roma, quale romano vorrebbe lasciare una città che tutto il mondo ci invidia?
Ma d'altronde i tempi sono quelli che sono e domani le necessità potrebbero far sì che io me ne vada, chessò, in Olanda. O in Inghilterra. O in Belgio, perchè no. Insomma, da qualche parte dove sia possibile campare in modo decente. D'altronde si sà, il sole, la pizza e la gente che sorride (ormai neanche più tanto) non è che ci danno di che vivere.
E allora penso alle alternative.
E pensando mi vedo in una città, non sò quale, ma una città carina, con bella gente e brutta gente, con sole un pò sì e un pò no, purchè sia in un Paese migliore, magari proprio l'Italia di domani. Chissà.
E in questa città io abiterei in una bella casetta. Un'appartamento modesto, colorato, arioso, con tante finestre e magari un balconcino. O un giardinetto. Ma bastava già il balconcino.
La cucina la immagino di legno scuro e piastrelline verdi, stile Nonna Papera, con un davanzale adornato da vasi di piante aromatiche e in giro tante padelle, scodelle, vasetti di spezie, porta-qualsiasi cosa, trita-tutto, dei colori più svariati. Nella mia cucina ci vedo anche una bella bottiglia di vino con un bicchiere mezzo pieno (o mezzo vuoto, fate voi), sempre pronto per l'uso. E un posacenere con un mozzicone di sigaretta, testimone delle pause tra una mescolatina e l'altra.
Il salone lo immagino caldo, con un divano grande e comodo di quelli che ci affondi dentro, con mille cuscini soffici e i puff per poggiare i piedi (adoro poggiare i piedi). Il tavolino e le poltroncine le vorrei di bambù, con suppellettili di legno e candele profumate sparse per la casa. E scaffali pieni di libri e DVD, non solo quelli preferiti, ma molti ancora da leggere e guardare.
E poi ci vedo anche un angolo con cuscini e un tappeto gigante per terra, tipo harem.
E un paio di cani o gatti, o entrambi, che mi facciano compagnia mentre guardo la tv con la mia copertina trapuntata in patchwork.
Il bagno invece non me lo immagino, il balcone lo intravedo (e comunque è intercambiabile con un ipotetico giardinetto), la camera da letto non saprei, ma comunque non deve mancare un armadio pieno di vestiti, scarpe e accessori. Modesta sì, ma mica scema!
E poi ci vedo un uomo, il mio, sul letto. Eh eh. Possibilmente non in calzini di filo bianchi e telecomando in mano, anche se sò che chiederei troppo, soprattutto in merito all'ultimo punto. Perchè, ahimè, l'uomo te lo sposi con telecomando incluso nel prezzo (e se ti dice proprio male, anche col joystick).
"Vuoi tu X sposare la qui presente Ylenia con la Y?"
"Sì"
"La accendiamo?".
L'amore, una questione di on/off.
Comunque, dicevo.
Da grande, non sò quando, mi ci vedo in questa casa.
Non saprei bene se grassa o magra. Sicuramente non sottopeso, sarebbe impossibile. Più probabile l'ipotesi di obesità, dato che finora ho descritto solo scene in cui cucino o sto sbracata sul divano a bere vino accarezzando gatti. Ad ogni modo, sò già che qualsiasi età io abbia e qualunque sia il mio peso, il mio sport serale preferito sarà chiedere al malcapitato Lui se sono ingrassata, pretendendo comunque una risposta negativa, e passare in rassegna davanti allo specchio i miei cuscinetti di grasso continuando a ripetermi che non è cellulite, ma ritenzione idrica.
Ah, la ritenzione idrica.
E poi da grande mi ci vedo con una bella bicicletta. Una leggera, colorata (non di rosa, odio il rosa!), con cestino e decorazioni inutili ovunque. Ecco, ho questa immagine di me: sorridente sotto il sole, la domenica mattina prendo la mia bici e me ne vado al mercato a comprare i fiori, per poi tornare a casa con una bella piantina di rosmarino e un mazzo di margherite colorate...e tre buste della spesa, una maglietta nuova, un regalo per la vicina che ha fatto il compleanno, un CD di musica new age e un nuovo mascara, il tutto caricato su un taxi, insieme a me e la bicicletta.
E poi, mi immagino nel mio negozio. Sì, perchè le cose che mi piacciono di più sono stare con la gente e comandare. E farmi gli affari altrui.
Allora ho immaginato un lavoro che concilii un pò tutto, e mi permetta di stare a contatto con tante persone in un posto che sia mio e dove chiunque può fare quel che vuole a patto che a me stia bene. Quindi perchè non possedere un locale?
Ma non uno qualsiasi, io vorrei lavorare in una cioccolateria.
Sì, proprio come la Binoche in "Chocolat". Senza troppe pretese, ovvio.
Johnny Depp in tenuta gitana ed espressione del tipo "Donna, scappiamo con la mia roulotte e questa notte ti farò ripetutamente mia" lo lascio ai sogni proibiti, che anche quelli non devono mancare. Dio mi perdoni, perchè ho molto peccato in pensieri impuri.
Dicevo? Ah, si, la cioccolateria.
Mi ci vedo con la divisa da cioccolataia un pò materna un pò sexy, lo smalto color ciliegia e lo sguardo ammiccante, vendere cioccolatini al peperoncino per dare vigore alla vita sessuale delle coppiette della città. E farmi i cazzi di tutti.
Sì, in alternativa avrei potuto immaginare una rivista di gossip regionale, ma sarebbe stata inconciliabile con il cioccolato. Mettere bon bon al cacao come inserti del giornale? Naaa. Meglio la porno-cioccolataia serva.
Mi ci vedo a gironzolare canticchiante tra fiumi di latte e cacao, fare intrugli con spezie ed erbe misteriose (anche illegali), creare sculture di cioccolato come Demi Muur e Patrik Sciueizii (?) facevano con l'argilla in "Ghost", e poi fare all'amore con il mio Lui (quello col telecomando incorporato), tra montagne di zenzero e cannella.
E magari ogni tanto vendere anche qualche cioccolatino.
Ah, che vita sarebbe.
In alternativa avrei pensato alla "frapperia", un neologismo coniato da me appositamente per designare uno dei miei possibili impieghi.
Infatti, nel caso in cui la cioccolateria fosse troppo sputtanata (o fallisse, mentre mi trastullo tutto il giorno in giochini erotici con l'uomo-telecomando), ho già pensato ad un negozietto in cui vendere solo frappè di mille gusti, frappè che nessun altro ha mai neanche lontanamente immaginato.
Tipo il "MI PIACE PICANTO" al cioccolato fondente, pere e peperoncino, o lo "STASERA MI FACCIO MALE" con fragola, mascarpone e panna.
Il locale potrei chiamarlo SOLOFRAPPE' e mi divertirei un mondo a a inventare gadget personalizzati, tipo la sedia a forma di cucchiaino, stile Signora Milù, o il cartello "Torno subito" che in tal caso diverrebbe "A frappè".
Sì, non c'è che dire, da grande avrò proprio una bella vita.
Per ora mi accontento di fare l'assistente di produzione per 160 euro al mese, la laureanda part-time e la frequentatrice sfaticata di palestre.
Oltre che la cuoca a tempo perso e la scrittrice di blog nei pochi momenti liberi.
E intanto mi impegno a diventare grande il prima possibile, a cominciare da domani.
26 anni, e non ci pensiamo più.
mercoledì 1 ottobre 2008
Vincitore del concorso "Best of..."
A furor di popolo (5 persone..) il concorso "Premia il tuo post preferito" è stato vinto con appena 1 voto di scarto dal seguente racconto.
Buon divertimento, miei fidi lettori.
E restate sintonizzati su questo canale.
"PARENTI SERPENTI, PAZZI E DEMENTI"
PROLOGO
Ieri, ore 17 suppergiù.
Mi trovo nel bagno di casa mia tutta intenta ad allisciarmi i capelli.
Sono sovrappensiero, quando ad un certo punto arriva di corsa mio fratello che, con una faccia a metà tra il divertito e lo spaventato, esclama: "Non puoi capì chi sta arrivando..." Suspence. Spengo il phon. Ricambio il suo sguardo con uno altrettanto terrificato.
"...Zia Maria!".
Ora, credo che in tutte le famiglie ci sia una Zia Maria (alzi la mano chi non ha una zia che si chiama così), ma credo (e mi auguro) che pochi abbiano una ZIAMARIA come la mia.
Magari le vostre sono famose per le crostate di marmellata, perchè sono ultracentenarie o perchè abitano nel paese in cui andavate sempre da bambini.
Oppure (volesse Iddio!) per essere fantomatiche zie di cui tutti in famiglia parlano ma che voi non avete mai visto. La mia invece, ahimè, la conosco benissimo.
Sorella di mio nonno, di un'età ignota ma comunque vecchia e baffuta, si esprime raramente e quando lo fà parla in un misto di calabrese-abruzzese con tanto di voce flebile da ammalata terminale che in pochi riescono a decifrare.E' sempre addolorata per qualcosa, e andava in giro con vestiti neri e volto afflitto da vedova ancora prima che lo divenisse.
A volte credo proprio che sia nata vedova.
A detta di mia nonna e delle storie che mi ha raccontato, pare sia arcigna e malvagia. Oltre che una gran rompicoglioni.
Insomma, le manca una mela stregata in mano e poi avrebbe una (non troppo) lunga carriera come Zia cattiva nelle fiabe.
Il suo passatempo preferito è andare al paese a trovare i vari morti al cimitero, e quando parla cita solo persone il cui appellativo inizi con "Il povero.." o "La buon'anima di...".
In seguito a tristi trascorsi è rimasta sola in una casa popolare alla Stazione Termini che puzza di vecchio e ha sempre le serrande abbassate, in compagnia del figlio ultratrentenne stupidotto che passa la sua vita a sudare a qualsiasi temperatura e a fare da tassista alla madre nelle tratte casa a Roma-casa al paese-cimitero/cimitero-casa al paese-casa a Roma.
Oppure si sfascia la pensione a mignotte.
Ora pare però che abbia messo la testa a posto; ebbene sì, perchè recentemente si è fidanzato con una non più giovanissima fanciulla conosciuta tramite annuncio su Porta Portese, disoccupata e separata, a cui hanno tolto il figlio per via della depressione cronica. Insomma, la scaltra signorina pare che abbia trovato il pollo fesso con vecchia al seguito e doppia pensione da spennare, il tutto in cambio di qualche sbavatina sotto la gonna.
Ma torniamo a Zia Maria.
Vi starete chiedendo perchè la famosa Zia ci sia venuta a far visita con il suo pargoletto. E perchè cotale Zia sia così famosa nella mia famiglia.
In risposta alla prima domanda, siamo venuti a conoscenza del fatto che la Malefica Zia sia uscita fuori di senno. E non lo dico per dire.
E' stata trovata nuda dai Vigli del Fuoco, chiusa fuori casa, mentre gironzolava per il palazzo cercando campo per il telefono (tra l'altro quello fisso, non il cellulare).
A questo punto il figlio ha colto la palla al balzo per tirare fuori l'argomento "ospizio", in modo da avere casa libera per sfogare finalmente le sue fantasie represse in anni di sfruttamento. Il problema è che l'ospizio costa, per cui ha citato in ballo i miei nonni dicendo "Me la sono cuccata io finora, ora tocca a voi".
Ovviamente mia nonna gli ha risposto gentilmente "Ma chi ti si caga", e mio nonno, che è di carattere più mite ma non è certo scemo, si è espresso in un tacito silenzio-assenso.
A questo punto il Figliol Prodigo ha pensato bene di chiamare mio padre per avere un incontro. Lo sò, non c'è un nesso logico in tutto questo, ma siccome mio padre tra gli adulti della famiglia è quello che ha più studiato (udite, udite, è quasi arrivato al 4° anno di medicina), tutti lo chiamano per avere consigli e servigi, come se fosse il saggio della tribù. E quindi l'udienza gli è stata benevolmente concessa per ieri pomeriggio.
L'avvenimento non sarebbe stato completamente degno di una soap opera brasiliana se i miei nonni, ignari di tutto, non avessero pensato proprio quello stesso pomeriggio di venire a farci vista con una tale Zia Iolanda, sorella di nonna, che non vedo dal giorno del mio battesimo.
Facciamoci quindi due conti: Zia Maria la Pazza + il Figliol Prodigo che è venuto a farci vedere quanto sia suonata, sperando che il mio Saggio Padre lo aiuti a togliersela dalle balle + "guest star" Mio Nonno, il fratello della pazza, e Mia Nonna, che odia Zia Maria dalla notte dei tempi + io, mio fratello e Mia Madre + le sconosciute comparse Zia Iolanda e il Marito.
E adesso, prima di venire al succo della storia, la risposta alla seconda curiosità: perchè è così famosa sta Zia Maria (se quanto detto finora non bastasse)?
E' UN COACEVO DI SFIGHE.
UNA NUVOLA DI FANTOZZI.
Un corvo, un gatto nero, un gufo.
E quando ieri è entrata in casa mia, signore e signori, il nostro tranquillo e moderno appartamento di città si è tasformato in un castello settecentesco che sembrava l'ambientazione di "Intrighi a Corte".
LA STORIA
Ovviamente Zia Maria arriva per ultima, come tutti i cattivi dei film.
Nel frattempo Mia Nonna si era accomodata in salotto e chiacchierava affabilmente (ma guardando ogni 30 secondi la porta di casa) con Zia Iolanda e il Marito, mentre il Saggio Padre preparava il caffè, mia Madre fingeva di partecipare alla conversazione insieme a Mio Nonno, e io e mio fratello cercavamo un nascondiglio sicuro.
Suona il campanello (musica solenne di un organo, latrati di cane - Birillo -).
Mio Nonno scatta in piedi, il Saggio Padre scappa in cucina, io e mio fratello restiamo pietrificati dove siamo tentando inutilmente di mimetizzarci con la tappezzeria, mentre Mia Nonna con calma serafica ed occhi assassini resta seduta sul divano.
In tutto questo le Comparse continuano a parlare da sole, ignare di tutto.
Tocca a Mia Madre andare a fare gli onori di casa.
Da Oscar la scena della Zia Cattiva e il Figliol Prodigo che fanno il loro ingresso, uno di fianco all'altro: Lui, con il volto coperto di sudore e gli occhiali appannati, che cerca disperatamente lo sguardo consensuale dei presenti; Lei, vestita di nero da capo a piedi, con tanto di crocefisso (e un gatto nero probabilmente nascosto sotto la gonna), con un sorriso beota e infantile stampato sotto i baffi (anch'essi rigorosamente neri).
Mancava solo la colonna sonora della Famiglia Addams.
Partono i convenevoli, baci e bacetti (nel caso di mia nonna, accompagnati da imprecazioni sommesse), e ci accomodiamo tutti, tranne mio fratello, che si dilegua subito, ed io che raggiungo il Saggio Padre in cucina per bere...e lo sapete come lo trovo?
Sghignazzante, intento a buttare manate di sale nel lavandino!
Ma vi rendete conto? Roba da Medioevo.
Per non parlare di Mia Madre che, dopo aver accompagnato Zia Maria al bagno e averla riportata al suo posto, corre in cucina e mi fà "Prendi la varecchina e buttala nel cesso, sbrigati!". Orami spiazzata e convinta di trovarmi in una dimensione parallela in cui nessuno sia chi veramente sembra ma solo alieni che si sono impossessati dei corpi dei miei parenti, eseguo gli ordini cercando di non dare nell'occhio.
E subito mi trovo nel bel mezzo di una specie di complotto al maschile: di fronte alla porta del bagno, lontano dalle orecchie della Zia Cattiva, il Figliol Prodigo non ha perso tempo per imboscarsi col Saggio Padre e cercare disperatamente di convincerlo a far fuori la vecchia.
Faccio finta di niente, compio la mia operazione Top Secret, e mi dirigo verso la cameretta. Passando per il salotto, vedo Mia Nonna e le malcapitate Comparse che cercano inutilmente di parlare con una dislessica Zia Maria di vecchie conoscenze del paese (per lo più morti, sono la sua specialità).
Chiaro l'atteggiamento di sfida di mia nonna nei confronti della Zia, cercando di dimostrare alle ingenue Comparse quanto lei sia più brava a ricordare le cose.
Comunque, scrollo le spalle e proseguo fino in camera.
Lì trovo Mia Madre intenta a confabulare con Mio Nonno, che da qui in poi chiameremo Ispettore Callaghan.
Ebbene sì, perchè il mio caro nonnetto, alla veneranda età di 73 anni, si è messo a fare l'investigatiore privato. Infatti lo vedo che tira fuori un estratto del conto di Zia Maria e ce lo mostra, spiegando che, impensierito per la relazione del Figliol Prodigo con la Signora Occhi di Gatto che potrebbe tentare di spennarlo, giorni prima si era recato alla posta per controllare le uscite del conto della sorella, ma che l'operatrice ovviamente gli ha detto che trattandosi di dati sensibili ciò non era permesso senza la presenza della titolare o del figlio.Quini quella volpe di Mio Nonno si è dato appuntamento di nascosto con la sorella, che tanto poco ci sta col cervello e altrettanto poco capisce, e l'ha condotta con sè in banca, ottenendo così l'agognato documento e scoprendo che (TADAAAA): nell'ultimo mese il Figliol (Mica Tanto) Prodigo, si è fregato ben 3.500 euro dal conto dell'insenziente madre!
Sagace il vecchietto, eh?
Nel mentre (è proprio vero, parli del diavolo e spuntano le corna) entra proprio il Figlio di Zia Maria, attaccando anche a noi il pippone di quanto sia disperato per la madre (bugiardo!) e ci parla di questa sua fiamma a cui INSPIEGABILMENTE hanno tolto la custodia del figlio e che POVERINA non ha un soldo.
A questo punto Mio Nonno (e qui magistrale è il primo piano con musichetta stile Beautiful, per la serie: "Tu non lo sai, ma ti ho scoperto") gli dice: "Comunque prima o poi me la devi presentare questa fidanzata, eh!".
Il terrore negl occhi sudati del Figliol Prodigo che cerca di svicolare con un mugugno di assenso.
Ma il gelo nella stanza viene interrotto da una scena tragicomica che ci si palesa di fronte: in salotto Zia Maria è intenta a parlare con l'armadio a specchio, chiedendo (a chi?) quando sia il momento di tornare a casa, che è passato già tanto tempo e lei vuole andare via.
Fantastico il cinismo di Mia Nonna che le fà: "A Marì, daje, siedite che stai a parlà cò lo specchio".
A quel punto vedo le Comparse, in particolare la Sconosciuta Zia Iolanda, che si scola una bottiglia di birra, prende per un braccio il Marito e ci viene a salutare prodigandosi in abbracci e frasi del tipo "Non mi conoscete, ma ci conosceremo" (era una minaccia?), il tutto in un ripugnante olezzo di alcol e vecchiume.
I Miei Nonni fanno lo stesso, e a quel punto è ora di andarsene anche per Zia Maria e il Figliolo, la quale ci lascia concludendo con una performance da Premio come Miglior Attrice: rivolta allo specchio, con tutti noi alle sue spalle, ci parla e ci saluta dicendo "Ciao a tutti, bbonanotte!" (specifico che erano appena le 19 e c'era ancora il sole) e poi, rivolta al riflesso di mia madre, aggiunge: "Cara, non me dai manco 'n bacetto?"
Finiti i bizzarri convenevoli l'allegro carosello parte, e una volta chiusa la porta mi trovo ancora costretta a scene ignobili in cui i miei genitori ridendo isterici e facendo una strana danza, spargono sale per casa.
MORALE
Non sono riuscita a trovarne una, giuro.
Però posso darvi i numeri da giocare al Lotto:
48, Morto che Parla
89, la Vecchia
21, la Donna Nuda
22, il Pazzo.
Dopodichè buttatevi un pò di sale e varecchina dietro le spalle, incrociate le dita e sperate.
Che non sia venerdì 17.
Buon divertimento, miei fidi lettori.
E restate sintonizzati su questo canale.
"PARENTI SERPENTI, PAZZI E DEMENTI"
PROLOGO
Ieri, ore 17 suppergiù.
Mi trovo nel bagno di casa mia tutta intenta ad allisciarmi i capelli.
Sono sovrappensiero, quando ad un certo punto arriva di corsa mio fratello che, con una faccia a metà tra il divertito e lo spaventato, esclama: "Non puoi capì chi sta arrivando..." Suspence. Spengo il phon. Ricambio il suo sguardo con uno altrettanto terrificato.
"...Zia Maria!".
Ora, credo che in tutte le famiglie ci sia una Zia Maria (alzi la mano chi non ha una zia che si chiama così), ma credo (e mi auguro) che pochi abbiano una ZIAMARIA come la mia.
Magari le vostre sono famose per le crostate di marmellata, perchè sono ultracentenarie o perchè abitano nel paese in cui andavate sempre da bambini.
Oppure (volesse Iddio!) per essere fantomatiche zie di cui tutti in famiglia parlano ma che voi non avete mai visto. La mia invece, ahimè, la conosco benissimo.
Sorella di mio nonno, di un'età ignota ma comunque vecchia e baffuta, si esprime raramente e quando lo fà parla in un misto di calabrese-abruzzese con tanto di voce flebile da ammalata terminale che in pochi riescono a decifrare.E' sempre addolorata per qualcosa, e andava in giro con vestiti neri e volto afflitto da vedova ancora prima che lo divenisse.
A volte credo proprio che sia nata vedova.
A detta di mia nonna e delle storie che mi ha raccontato, pare sia arcigna e malvagia. Oltre che una gran rompicoglioni.
Insomma, le manca una mela stregata in mano e poi avrebbe una (non troppo) lunga carriera come Zia cattiva nelle fiabe.
Il suo passatempo preferito è andare al paese a trovare i vari morti al cimitero, e quando parla cita solo persone il cui appellativo inizi con "Il povero.." o "La buon'anima di...".
In seguito a tristi trascorsi è rimasta sola in una casa popolare alla Stazione Termini che puzza di vecchio e ha sempre le serrande abbassate, in compagnia del figlio ultratrentenne stupidotto che passa la sua vita a sudare a qualsiasi temperatura e a fare da tassista alla madre nelle tratte casa a Roma-casa al paese-cimitero/cimitero-casa al paese-casa a Roma.
Oppure si sfascia la pensione a mignotte.
Ora pare però che abbia messo la testa a posto; ebbene sì, perchè recentemente si è fidanzato con una non più giovanissima fanciulla conosciuta tramite annuncio su Porta Portese, disoccupata e separata, a cui hanno tolto il figlio per via della depressione cronica. Insomma, la scaltra signorina pare che abbia trovato il pollo fesso con vecchia al seguito e doppia pensione da spennare, il tutto in cambio di qualche sbavatina sotto la gonna.
Ma torniamo a Zia Maria.
Vi starete chiedendo perchè la famosa Zia ci sia venuta a far visita con il suo pargoletto. E perchè cotale Zia sia così famosa nella mia famiglia.
In risposta alla prima domanda, siamo venuti a conoscenza del fatto che la Malefica Zia sia uscita fuori di senno. E non lo dico per dire.
E' stata trovata nuda dai Vigli del Fuoco, chiusa fuori casa, mentre gironzolava per il palazzo cercando campo per il telefono (tra l'altro quello fisso, non il cellulare).
A questo punto il figlio ha colto la palla al balzo per tirare fuori l'argomento "ospizio", in modo da avere casa libera per sfogare finalmente le sue fantasie represse in anni di sfruttamento. Il problema è che l'ospizio costa, per cui ha citato in ballo i miei nonni dicendo "Me la sono cuccata io finora, ora tocca a voi".
Ovviamente mia nonna gli ha risposto gentilmente "Ma chi ti si caga", e mio nonno, che è di carattere più mite ma non è certo scemo, si è espresso in un tacito silenzio-assenso.
A questo punto il Figliol Prodigo ha pensato bene di chiamare mio padre per avere un incontro. Lo sò, non c'è un nesso logico in tutto questo, ma siccome mio padre tra gli adulti della famiglia è quello che ha più studiato (udite, udite, è quasi arrivato al 4° anno di medicina), tutti lo chiamano per avere consigli e servigi, come se fosse il saggio della tribù. E quindi l'udienza gli è stata benevolmente concessa per ieri pomeriggio.
L'avvenimento non sarebbe stato completamente degno di una soap opera brasiliana se i miei nonni, ignari di tutto, non avessero pensato proprio quello stesso pomeriggio di venire a farci vista con una tale Zia Iolanda, sorella di nonna, che non vedo dal giorno del mio battesimo.
Facciamoci quindi due conti: Zia Maria la Pazza + il Figliol Prodigo che è venuto a farci vedere quanto sia suonata, sperando che il mio Saggio Padre lo aiuti a togliersela dalle balle + "guest star" Mio Nonno, il fratello della pazza, e Mia Nonna, che odia Zia Maria dalla notte dei tempi + io, mio fratello e Mia Madre + le sconosciute comparse Zia Iolanda e il Marito.
E adesso, prima di venire al succo della storia, la risposta alla seconda curiosità: perchè è così famosa sta Zia Maria (se quanto detto finora non bastasse)?
E' UN COACEVO DI SFIGHE.
UNA NUVOLA DI FANTOZZI.
Un corvo, un gatto nero, un gufo.
E quando ieri è entrata in casa mia, signore e signori, il nostro tranquillo e moderno appartamento di città si è tasformato in un castello settecentesco che sembrava l'ambientazione di "Intrighi a Corte".
LA STORIA
Ovviamente Zia Maria arriva per ultima, come tutti i cattivi dei film.
Nel frattempo Mia Nonna si era accomodata in salotto e chiacchierava affabilmente (ma guardando ogni 30 secondi la porta di casa) con Zia Iolanda e il Marito, mentre il Saggio Padre preparava il caffè, mia Madre fingeva di partecipare alla conversazione insieme a Mio Nonno, e io e mio fratello cercavamo un nascondiglio sicuro.
Suona il campanello (musica solenne di un organo, latrati di cane - Birillo -).
Mio Nonno scatta in piedi, il Saggio Padre scappa in cucina, io e mio fratello restiamo pietrificati dove siamo tentando inutilmente di mimetizzarci con la tappezzeria, mentre Mia Nonna con calma serafica ed occhi assassini resta seduta sul divano.
In tutto questo le Comparse continuano a parlare da sole, ignare di tutto.
Tocca a Mia Madre andare a fare gli onori di casa.
Da Oscar la scena della Zia Cattiva e il Figliol Prodigo che fanno il loro ingresso, uno di fianco all'altro: Lui, con il volto coperto di sudore e gli occhiali appannati, che cerca disperatamente lo sguardo consensuale dei presenti; Lei, vestita di nero da capo a piedi, con tanto di crocefisso (e un gatto nero probabilmente nascosto sotto la gonna), con un sorriso beota e infantile stampato sotto i baffi (anch'essi rigorosamente neri).
Mancava solo la colonna sonora della Famiglia Addams.
Partono i convenevoli, baci e bacetti (nel caso di mia nonna, accompagnati da imprecazioni sommesse), e ci accomodiamo tutti, tranne mio fratello, che si dilegua subito, ed io che raggiungo il Saggio Padre in cucina per bere...e lo sapete come lo trovo?
Sghignazzante, intento a buttare manate di sale nel lavandino!
Ma vi rendete conto? Roba da Medioevo.
Per non parlare di Mia Madre che, dopo aver accompagnato Zia Maria al bagno e averla riportata al suo posto, corre in cucina e mi fà "Prendi la varecchina e buttala nel cesso, sbrigati!". Orami spiazzata e convinta di trovarmi in una dimensione parallela in cui nessuno sia chi veramente sembra ma solo alieni che si sono impossessati dei corpi dei miei parenti, eseguo gli ordini cercando di non dare nell'occhio.
E subito mi trovo nel bel mezzo di una specie di complotto al maschile: di fronte alla porta del bagno, lontano dalle orecchie della Zia Cattiva, il Figliol Prodigo non ha perso tempo per imboscarsi col Saggio Padre e cercare disperatamente di convincerlo a far fuori la vecchia.
Faccio finta di niente, compio la mia operazione Top Secret, e mi dirigo verso la cameretta. Passando per il salotto, vedo Mia Nonna e le malcapitate Comparse che cercano inutilmente di parlare con una dislessica Zia Maria di vecchie conoscenze del paese (per lo più morti, sono la sua specialità).
Chiaro l'atteggiamento di sfida di mia nonna nei confronti della Zia, cercando di dimostrare alle ingenue Comparse quanto lei sia più brava a ricordare le cose.
Comunque, scrollo le spalle e proseguo fino in camera.
Lì trovo Mia Madre intenta a confabulare con Mio Nonno, che da qui in poi chiameremo Ispettore Callaghan.
Ebbene sì, perchè il mio caro nonnetto, alla veneranda età di 73 anni, si è messo a fare l'investigatiore privato. Infatti lo vedo che tira fuori un estratto del conto di Zia Maria e ce lo mostra, spiegando che, impensierito per la relazione del Figliol Prodigo con la Signora Occhi di Gatto che potrebbe tentare di spennarlo, giorni prima si era recato alla posta per controllare le uscite del conto della sorella, ma che l'operatrice ovviamente gli ha detto che trattandosi di dati sensibili ciò non era permesso senza la presenza della titolare o del figlio.Quini quella volpe di Mio Nonno si è dato appuntamento di nascosto con la sorella, che tanto poco ci sta col cervello e altrettanto poco capisce, e l'ha condotta con sè in banca, ottenendo così l'agognato documento e scoprendo che (TADAAAA): nell'ultimo mese il Figliol (Mica Tanto) Prodigo, si è fregato ben 3.500 euro dal conto dell'insenziente madre!
Sagace il vecchietto, eh?
Nel mentre (è proprio vero, parli del diavolo e spuntano le corna) entra proprio il Figlio di Zia Maria, attaccando anche a noi il pippone di quanto sia disperato per la madre (bugiardo!) e ci parla di questa sua fiamma a cui INSPIEGABILMENTE hanno tolto la custodia del figlio e che POVERINA non ha un soldo.
A questo punto Mio Nonno (e qui magistrale è il primo piano con musichetta stile Beautiful, per la serie: "Tu non lo sai, ma ti ho scoperto") gli dice: "Comunque prima o poi me la devi presentare questa fidanzata, eh!".
Il terrore negl occhi sudati del Figliol Prodigo che cerca di svicolare con un mugugno di assenso.
Ma il gelo nella stanza viene interrotto da una scena tragicomica che ci si palesa di fronte: in salotto Zia Maria è intenta a parlare con l'armadio a specchio, chiedendo (a chi?) quando sia il momento di tornare a casa, che è passato già tanto tempo e lei vuole andare via.
Fantastico il cinismo di Mia Nonna che le fà: "A Marì, daje, siedite che stai a parlà cò lo specchio".
A quel punto vedo le Comparse, in particolare la Sconosciuta Zia Iolanda, che si scola una bottiglia di birra, prende per un braccio il Marito e ci viene a salutare prodigandosi in abbracci e frasi del tipo "Non mi conoscete, ma ci conosceremo" (era una minaccia?), il tutto in un ripugnante olezzo di alcol e vecchiume.
I Miei Nonni fanno lo stesso, e a quel punto è ora di andarsene anche per Zia Maria e il Figliolo, la quale ci lascia concludendo con una performance da Premio come Miglior Attrice: rivolta allo specchio, con tutti noi alle sue spalle, ci parla e ci saluta dicendo "Ciao a tutti, bbonanotte!" (specifico che erano appena le 19 e c'era ancora il sole) e poi, rivolta al riflesso di mia madre, aggiunge: "Cara, non me dai manco 'n bacetto?"
Finiti i bizzarri convenevoli l'allegro carosello parte, e una volta chiusa la porta mi trovo ancora costretta a scene ignobili in cui i miei genitori ridendo isterici e facendo una strana danza, spargono sale per casa.
MORALE
Non sono riuscita a trovarne una, giuro.
Però posso darvi i numeri da giocare al Lotto:
48, Morto che Parla
89, la Vecchia
21, la Donna Nuda
22, il Pazzo.
Dopodichè buttatevi un pò di sale e varecchina dietro le spalle, incrociate le dita e sperate.
Che non sia venerdì 17.
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