A furor di popolo (5 persone..) il concorso "Premia il tuo post preferito" è stato vinto con appena 1 voto di scarto dal seguente racconto.
Buon divertimento, miei fidi lettori.
E restate sintonizzati su questo canale.
"PARENTI SERPENTI, PAZZI E DEMENTI"
PROLOGO
Ieri, ore 17 suppergiù.
Mi trovo nel bagno di casa mia tutta intenta ad allisciarmi i capelli.
Sono sovrappensiero, quando ad un certo punto arriva di corsa mio fratello che, con una faccia a metà tra il divertito e lo spaventato, esclama: "Non puoi capì chi sta arrivando..." Suspence. Spengo il phon. Ricambio il suo sguardo con uno altrettanto terrificato.
"...Zia Maria!".
Ora, credo che in tutte le famiglie ci sia una Zia Maria (alzi la mano chi non ha una zia che si chiama così), ma credo (e mi auguro) che pochi abbiano una ZIAMARIA come la mia.
Magari le vostre sono famose per le crostate di marmellata, perchè sono ultracentenarie o perchè abitano nel paese in cui andavate sempre da bambini.
Oppure (volesse Iddio!) per essere fantomatiche zie di cui tutti in famiglia parlano ma che voi non avete mai visto. La mia invece, ahimè, la conosco benissimo.
Sorella di mio nonno, di un'età ignota ma comunque vecchia e baffuta, si esprime raramente e quando lo fà parla in un misto di calabrese-abruzzese con tanto di voce flebile da ammalata terminale che in pochi riescono a decifrare.E' sempre addolorata per qualcosa, e andava in giro con vestiti neri e volto afflitto da vedova ancora prima che lo divenisse.
A volte credo proprio che sia nata vedova.
A detta di mia nonna e delle storie che mi ha raccontato, pare sia arcigna e malvagia. Oltre che una gran rompicoglioni.
Insomma, le manca una mela stregata in mano e poi avrebbe una (non troppo) lunga carriera come Zia cattiva nelle fiabe.
Il suo passatempo preferito è andare al paese a trovare i vari morti al cimitero, e quando parla cita solo persone il cui appellativo inizi con "Il povero.." o "La buon'anima di...".
In seguito a tristi trascorsi è rimasta sola in una casa popolare alla Stazione Termini che puzza di vecchio e ha sempre le serrande abbassate, in compagnia del figlio ultratrentenne stupidotto che passa la sua vita a sudare a qualsiasi temperatura e a fare da tassista alla madre nelle tratte casa a Roma-casa al paese-cimitero/cimitero-casa al paese-casa a Roma.
Oppure si sfascia la pensione a mignotte.
Ora pare però che abbia messo la testa a posto; ebbene sì, perchè recentemente si è fidanzato con una non più giovanissima fanciulla conosciuta tramite annuncio su Porta Portese, disoccupata e separata, a cui hanno tolto il figlio per via della depressione cronica. Insomma, la scaltra signorina pare che abbia trovato il pollo fesso con vecchia al seguito e doppia pensione da spennare, il tutto in cambio di qualche sbavatina sotto la gonna.
Ma torniamo a Zia Maria.
Vi starete chiedendo perchè la famosa Zia ci sia venuta a far visita con il suo pargoletto. E perchè cotale Zia sia così famosa nella mia famiglia.
In risposta alla prima domanda, siamo venuti a conoscenza del fatto che la Malefica Zia sia uscita fuori di senno. E non lo dico per dire.
E' stata trovata nuda dai Vigli del Fuoco, chiusa fuori casa, mentre gironzolava per il palazzo cercando campo per il telefono (tra l'altro quello fisso, non il cellulare).
A questo punto il figlio ha colto la palla al balzo per tirare fuori l'argomento "ospizio", in modo da avere casa libera per sfogare finalmente le sue fantasie represse in anni di sfruttamento. Il problema è che l'ospizio costa, per cui ha citato in ballo i miei nonni dicendo "Me la sono cuccata io finora, ora tocca a voi".
Ovviamente mia nonna gli ha risposto gentilmente "Ma chi ti si caga", e mio nonno, che è di carattere più mite ma non è certo scemo, si è espresso in un tacito silenzio-assenso.
A questo punto il Figliol Prodigo ha pensato bene di chiamare mio padre per avere un incontro. Lo sò, non c'è un nesso logico in tutto questo, ma siccome mio padre tra gli adulti della famiglia è quello che ha più studiato (udite, udite, è quasi arrivato al 4° anno di medicina), tutti lo chiamano per avere consigli e servigi, come se fosse il saggio della tribù. E quindi l'udienza gli è stata benevolmente concessa per ieri pomeriggio.
L'avvenimento non sarebbe stato completamente degno di una soap opera brasiliana se i miei nonni, ignari di tutto, non avessero pensato proprio quello stesso pomeriggio di venire a farci vista con una tale Zia Iolanda, sorella di nonna, che non vedo dal giorno del mio battesimo.
Facciamoci quindi due conti: Zia Maria la Pazza + il Figliol Prodigo che è venuto a farci vedere quanto sia suonata, sperando che il mio Saggio Padre lo aiuti a togliersela dalle balle + "guest star" Mio Nonno, il fratello della pazza, e Mia Nonna, che odia Zia Maria dalla notte dei tempi + io, mio fratello e Mia Madre + le sconosciute comparse Zia Iolanda e il Marito.
E adesso, prima di venire al succo della storia, la risposta alla seconda curiosità: perchè è così famosa sta Zia Maria (se quanto detto finora non bastasse)?
E' UN COACEVO DI SFIGHE.
UNA NUVOLA DI FANTOZZI.
Un corvo, un gatto nero, un gufo.
E quando ieri è entrata in casa mia, signore e signori, il nostro tranquillo e moderno appartamento di città si è tasformato in un castello settecentesco che sembrava l'ambientazione di "Intrighi a Corte".
LA STORIA
Ovviamente Zia Maria arriva per ultima, come tutti i cattivi dei film.
Nel frattempo Mia Nonna si era accomodata in salotto e chiacchierava affabilmente (ma guardando ogni 30 secondi la porta di casa) con Zia Iolanda e il Marito, mentre il Saggio Padre preparava il caffè, mia Madre fingeva di partecipare alla conversazione insieme a Mio Nonno, e io e mio fratello cercavamo un nascondiglio sicuro.
Suona il campanello (musica solenne di un organo, latrati di cane - Birillo -).
Mio Nonno scatta in piedi, il Saggio Padre scappa in cucina, io e mio fratello restiamo pietrificati dove siamo tentando inutilmente di mimetizzarci con la tappezzeria, mentre Mia Nonna con calma serafica ed occhi assassini resta seduta sul divano.
In tutto questo le Comparse continuano a parlare da sole, ignare di tutto.
Tocca a Mia Madre andare a fare gli onori di casa.
Da Oscar la scena della Zia Cattiva e il Figliol Prodigo che fanno il loro ingresso, uno di fianco all'altro: Lui, con il volto coperto di sudore e gli occhiali appannati, che cerca disperatamente lo sguardo consensuale dei presenti; Lei, vestita di nero da capo a piedi, con tanto di crocefisso (e un gatto nero probabilmente nascosto sotto la gonna), con un sorriso beota e infantile stampato sotto i baffi (anch'essi rigorosamente neri).
Mancava solo la colonna sonora della Famiglia Addams.
Partono i convenevoli, baci e bacetti (nel caso di mia nonna, accompagnati da imprecazioni sommesse), e ci accomodiamo tutti, tranne mio fratello, che si dilegua subito, ed io che raggiungo il Saggio Padre in cucina per bere...e lo sapete come lo trovo?
Sghignazzante, intento a buttare manate di sale nel lavandino!
Ma vi rendete conto? Roba da Medioevo.
Per non parlare di Mia Madre che, dopo aver accompagnato Zia Maria al bagno e averla riportata al suo posto, corre in cucina e mi fà "Prendi la varecchina e buttala nel cesso, sbrigati!". Orami spiazzata e convinta di trovarmi in una dimensione parallela in cui nessuno sia chi veramente sembra ma solo alieni che si sono impossessati dei corpi dei miei parenti, eseguo gli ordini cercando di non dare nell'occhio.
E subito mi trovo nel bel mezzo di una specie di complotto al maschile: di fronte alla porta del bagno, lontano dalle orecchie della Zia Cattiva, il Figliol Prodigo non ha perso tempo per imboscarsi col Saggio Padre e cercare disperatamente di convincerlo a far fuori la vecchia.
Faccio finta di niente, compio la mia operazione Top Secret, e mi dirigo verso la cameretta. Passando per il salotto, vedo Mia Nonna e le malcapitate Comparse che cercano inutilmente di parlare con una dislessica Zia Maria di vecchie conoscenze del paese (per lo più morti, sono la sua specialità).
Chiaro l'atteggiamento di sfida di mia nonna nei confronti della Zia, cercando di dimostrare alle ingenue Comparse quanto lei sia più brava a ricordare le cose.
Comunque, scrollo le spalle e proseguo fino in camera.
Lì trovo Mia Madre intenta a confabulare con Mio Nonno, che da qui in poi chiameremo Ispettore Callaghan.
Ebbene sì, perchè il mio caro nonnetto, alla veneranda età di 73 anni, si è messo a fare l'investigatiore privato. Infatti lo vedo che tira fuori un estratto del conto di Zia Maria e ce lo mostra, spiegando che, impensierito per la relazione del Figliol Prodigo con la Signora Occhi di Gatto che potrebbe tentare di spennarlo, giorni prima si era recato alla posta per controllare le uscite del conto della sorella, ma che l'operatrice ovviamente gli ha detto che trattandosi di dati sensibili ciò non era permesso senza la presenza della titolare o del figlio.Quini quella volpe di Mio Nonno si è dato appuntamento di nascosto con la sorella, che tanto poco ci sta col cervello e altrettanto poco capisce, e l'ha condotta con sè in banca, ottenendo così l'agognato documento e scoprendo che (TADAAAA): nell'ultimo mese il Figliol (Mica Tanto) Prodigo, si è fregato ben 3.500 euro dal conto dell'insenziente madre!
Sagace il vecchietto, eh?
Nel mentre (è proprio vero, parli del diavolo e spuntano le corna) entra proprio il Figlio di Zia Maria, attaccando anche a noi il pippone di quanto sia disperato per la madre (bugiardo!) e ci parla di questa sua fiamma a cui INSPIEGABILMENTE hanno tolto la custodia del figlio e che POVERINA non ha un soldo.
A questo punto Mio Nonno (e qui magistrale è il primo piano con musichetta stile Beautiful, per la serie: "Tu non lo sai, ma ti ho scoperto") gli dice: "Comunque prima o poi me la devi presentare questa fidanzata, eh!".
Il terrore negl occhi sudati del Figliol Prodigo che cerca di svicolare con un mugugno di assenso.
Ma il gelo nella stanza viene interrotto da una scena tragicomica che ci si palesa di fronte: in salotto Zia Maria è intenta a parlare con l'armadio a specchio, chiedendo (a chi?) quando sia il momento di tornare a casa, che è passato già tanto tempo e lei vuole andare via.
Fantastico il cinismo di Mia Nonna che le fà: "A Marì, daje, siedite che stai a parlà cò lo specchio".
A quel punto vedo le Comparse, in particolare la Sconosciuta Zia Iolanda, che si scola una bottiglia di birra, prende per un braccio il Marito e ci viene a salutare prodigandosi in abbracci e frasi del tipo "Non mi conoscete, ma ci conosceremo" (era una minaccia?), il tutto in un ripugnante olezzo di alcol e vecchiume.
I Miei Nonni fanno lo stesso, e a quel punto è ora di andarsene anche per Zia Maria e il Figliolo, la quale ci lascia concludendo con una performance da Premio come Miglior Attrice: rivolta allo specchio, con tutti noi alle sue spalle, ci parla e ci saluta dicendo "Ciao a tutti, bbonanotte!" (specifico che erano appena le 19 e c'era ancora il sole) e poi, rivolta al riflesso di mia madre, aggiunge: "Cara, non me dai manco 'n bacetto?"
Finiti i bizzarri convenevoli l'allegro carosello parte, e una volta chiusa la porta mi trovo ancora costretta a scene ignobili in cui i miei genitori ridendo isterici e facendo una strana danza, spargono sale per casa.
MORALE
Non sono riuscita a trovarne una, giuro.
Però posso darvi i numeri da giocare al Lotto:
48, Morto che Parla
89, la Vecchia
21, la Donna Nuda
22, il Pazzo.
Dopodichè buttatevi un pò di sale e varecchina dietro le spalle, incrociate le dita e sperate.
Che non sia venerdì 17.
mercoledì 1 ottobre 2008
mercoledì 3 settembre 2008
Torna il freddo
Poco fà leggevo la frase MSN di Marzia: "Sta iniziando a fare un pò freddo"...
E' vero, ci avviciniamo all'autunno e l'aria sta rinfrescando qui a Roma.
Ed è un pensiero, un flash, un sussulto nello stomaco.
E' il ricordo dell'ultimo freddo che ho sentito, quello vero.
E' l'anima di una città, l'odore di cose nuove che poi sono diventate casa. E ora non lo sono più.
Ma io credo di esserci ancora lì, almeno nella mia mente.
Mi muovo a piedi, la bocca nascosta dalla sciarpa, e cammino tra i vicoli e le case basse e i mattoncini rossi.
Sono sulla mia bicicletta blu un pò traballante, con il fiato corto per le salite e il viso cotto dal vento. Ho le cuffie dell'Ipod nelle orecchie e corro lungo il fiume a ritmo di musica.
Sono sul pianerottolo mentre infilo la chiave nella porta, una chiave così piccola che sembra quella di uno stanzino. Dai una mandata e si apre, potresti buttarla giù con un soffio.
Entro nell'appartamento e poso le chiavi nello stesso posto, il giubbotto nello stesso posto, i guanti nello stesso posto.
Sono nel letto caldo, gli occhi stopicciati dal sonno, e scostando un pò la coperta dal viso sbircio dalla finestra com'è il tempo fuori. E riesci a sorridere e a stupirti, per un pò di sole.
E ancora, mi trovo nel supermercato. Ci sto per un'ora, anche più. Ho tempo. Controllo ogni prezzo, guardo le confezioni che mi piacciono. E lo conosco a memoria quel supermercato, scaffale per scaffale.
Salgo sul tram. E' come una culla calda, quando fuori fà così freddo. Osservo quella gente con la faccia così diversa dalla mia, cercando di capire quello che si dicono. E mi piace, mi piace non capirli mai.
Sono arrivata. Solo 10 minuti. Sono sempre solo 10 minuti.
E' un pensiero, un flash, un sussulto nello stomaco.
E' solo una piccola città.
Forse.
O forse è di più.
E' l'odore del divano su cui hai riposato e bevuto e fumato, è scoprire cose nuove ogni giorno, è il sapore di un dolce buonissimo, è la vista degli alberi e le case dal balcone.
E' un silenzio che non hai mai ascoltato.
E' il silenzio che hai dentro.
Quando per la prima volta ti fumi una sigaretta guardando fuori la pioggia che scende e ti accorgi che senti solo il soffio del fumo che esce dalla tua bocca.
Non le voci dei vicini, non il rumore del traffico.
E soprattutto non la tua voce. I tuoi perchè, le tue paure, le tue ansie che rimbombano dentro.
Non senti nulla, per la prima volta. Eppure sei così vivo, così te stesso.
Solo tu e un paesaggio. E un pensiero che cammina, piano piano, e và chissà dove.
Perchè c'è tempo per guardare dalla finestra, tempo per non parlare, tempo per non pensare.
E forse è tempo di ritornarci, un giorno o l'altro.
E' vero, ci avviciniamo all'autunno e l'aria sta rinfrescando qui a Roma.
Ed è un pensiero, un flash, un sussulto nello stomaco.
E' il ricordo dell'ultimo freddo che ho sentito, quello vero.
E' l'anima di una città, l'odore di cose nuove che poi sono diventate casa. E ora non lo sono più.
Ma io credo di esserci ancora lì, almeno nella mia mente.
Mi muovo a piedi, la bocca nascosta dalla sciarpa, e cammino tra i vicoli e le case basse e i mattoncini rossi.
Sono sulla mia bicicletta blu un pò traballante, con il fiato corto per le salite e il viso cotto dal vento. Ho le cuffie dell'Ipod nelle orecchie e corro lungo il fiume a ritmo di musica.
Sono sul pianerottolo mentre infilo la chiave nella porta, una chiave così piccola che sembra quella di uno stanzino. Dai una mandata e si apre, potresti buttarla giù con un soffio.
Entro nell'appartamento e poso le chiavi nello stesso posto, il giubbotto nello stesso posto, i guanti nello stesso posto.
Sono nel letto caldo, gli occhi stopicciati dal sonno, e scostando un pò la coperta dal viso sbircio dalla finestra com'è il tempo fuori. E riesci a sorridere e a stupirti, per un pò di sole.
E ancora, mi trovo nel supermercato. Ci sto per un'ora, anche più. Ho tempo. Controllo ogni prezzo, guardo le confezioni che mi piacciono. E lo conosco a memoria quel supermercato, scaffale per scaffale.
Salgo sul tram. E' come una culla calda, quando fuori fà così freddo. Osservo quella gente con la faccia così diversa dalla mia, cercando di capire quello che si dicono. E mi piace, mi piace non capirli mai.
Sono arrivata. Solo 10 minuti. Sono sempre solo 10 minuti.
E' un pensiero, un flash, un sussulto nello stomaco.
E' solo una piccola città.
Forse.
O forse è di più.
E' l'odore del divano su cui hai riposato e bevuto e fumato, è scoprire cose nuove ogni giorno, è il sapore di un dolce buonissimo, è la vista degli alberi e le case dal balcone.
E' un silenzio che non hai mai ascoltato.
E' il silenzio che hai dentro.
Quando per la prima volta ti fumi una sigaretta guardando fuori la pioggia che scende e ti accorgi che senti solo il soffio del fumo che esce dalla tua bocca.
Non le voci dei vicini, non il rumore del traffico.
E soprattutto non la tua voce. I tuoi perchè, le tue paure, le tue ansie che rimbombano dentro.
Non senti nulla, per la prima volta. Eppure sei così vivo, così te stesso.
Solo tu e un paesaggio. E un pensiero che cammina, piano piano, e và chissà dove.
Perchè c'è tempo per guardare dalla finestra, tempo per non parlare, tempo per non pensare.
E forse è tempo di ritornarci, un giorno o l'altro.
giovedì 28 agosto 2008
Vacanze e dintorni - Che vi siete persi...
NB: il "che vi siete persi" non è inteso tipo "in queste due settimane ho fatto cose fantastiche, alla faccia vostra", ma ha solo l'intenzione di annunciare il resoconto delle mie vacanze (con rientro annesso), per raccontarvi ciò che è successo mentre eravate tutti intenti a girovagare per la Penisola e oltre.
Dunque, vediamo in breve che cosa vi siete persi, per l'appunto...
1 - La settimana in Sicilia. Diciamo che il voto di questa vacanza si aggira intorno al 7. Buon cibo, tanto sole, poche spese, bella compagnia. Il problema è che ci sono stati un paio di notevoli inconvenienti che, ahimè, ai fini della valutazione pesano, e non poco . Il primo è che il quinto giorno mi è venuta un'otite fulminante con 39.6 di febbre, il che comporta varie gite "fuori programma" alla guardia medica di Sant'Alessio e in tutte le farmacie di Santa Teresa e dintorni. Che poi, di tutti 'sti santi mi avesse aiutato uno, ma vabbè.
Fattostà che sono ancora mezza malandata e vivo in simbiosi con il mio aerosol ("Dai, stasera andiamo tutti da Ylenia a farci una dose di Flumicil!").
Secondo inconveniente è stato l'arrivo di una ex collega dell'amico che ci ha ospitati.
36enne fresca di divorzio con tanto di corna ripetutamente subìte, è arrivata il giorno di Ferragosto verso le 11 e da quel momento non ha mai smesso di parlare. Che abbia qualcosa a che fare con la mia otite?
Per fortuna dopo un paio di giorni siamo riusciti a trovare un ragazzo con cui accoppiarla, il quale, in cambio di qualche strusciatina, si è sorbito al posto nostro tutti i suoi monologhi.
Era uno spettacolo esilarante osservarli in spiaggia: lei, civettuola, parlava di sesso, ex mariti e amanti senza mai prendere fiato, nè attendere repliche; lui annuiva sempre, fingendosi interessato, mentre in realtà credo fosse in una specie di trance autoindotta, e che nel suo cervello scorressero solo immagini di tette al vento e pomiciate lesbiche.
Ad ogni modo tutto fà scuola, e anche questa vacanza è archiviata, con le sue note dolci e amare(di medicina).
2 - Il rientro. Possiamo dire che è stato più positivo del previsto. Innanzitutto appena giunta sul suolo romano l'orecchio ha miracolosamente iniziato guarire e ho finalmente abbandonato gli antidolorifici. Ma la cosa più fica è stata che i miei genitori non c'erano e tutt'ora sono a casa da sola fino al 2 settembre. Cioè, non proprio sola sola.
Sto facendo le prove di convivenza, diciamo.
E, signore mie, posso pure affermare con una certa spavalderia che è andato e sta andando tutto liscio, contrariamente a ogni mia previsione del tipo "mi lascia sola ad Agosto a farmi mangiare dai vermi" oppure "dopo due giorni ci prendiamo a legnate sulle gengive".
MA ANCHE NO.
Siamo stati bravi, invece, e abbiamo trovato un buon equilibrio.
Io cucino, Lui prepara sigarette. Io lavo i piatti, Lui mi dà i bacetti sul collo. Io metto sù il caffè, Lui mischia le carte per giocare a Uno.
Pensate, è passata già una settimana e ancora ci chiamamiamo "Amore" (es. Lui: "Amore, mi porti un bicchiere d'acqua? E una fetta di pane e Nutella? E l'accendino, grazie." / Lei: "Chi è che ti telefona a quest'ora di notte, Amore?!?").
Comunque tutto è bene quel che finisce bene e presto torneremo ognuno a casa sua, con un pò di malinconia, sì, ma anche contenti di non avere nessuno che ti sveglia alle 3 di notte mettendoti la mano nell'acqua bollente o fingendo che ci sia un ladro in bagno.
3 - Il nuovo lavoro. Forse non tutti eravate aggiornati da questo punto di vista, comunque la storia è che la sottoscritta il 26 agosto doveva iniziare a lavorare nel reparto Marketing di una piccola società di produzione televisiva.
Dico "doveva" perchè credo che il mio sia il caso di autolicenziamento più veloce nella storia dell'impiego privato: ho resistito per ben 2h e 10min, dopodichè sono scappata, senza lasciare tracce.
Il motivo ve lo spiego poi bene in separata sede, ma il succo è che la peggio gente me la sono andata a capare io. Uffi uffi.
Tutto questo per dirvi che sono di nuovo scannata e a piede libero, perciò qualsiasi lavoro, e ripeto QUALSIASI, è ben accetto. Dico sul serio.
Accattatevill'.
Bè, credo che a questo punto l'aggiornamento sia finito, anche perchè avevo iniziato con "in breve" ed è più di un'ora che sto scrivendo.
Vado a pranzo, và.
Alla prossima vacanza...MA ANCHE NO!
Dunque, vediamo in breve che cosa vi siete persi, per l'appunto...
1 - La settimana in Sicilia. Diciamo che il voto di questa vacanza si aggira intorno al 7. Buon cibo, tanto sole, poche spese, bella compagnia. Il problema è che ci sono stati un paio di notevoli inconvenienti che, ahimè, ai fini della valutazione pesano, e non poco . Il primo è che il quinto giorno mi è venuta un'otite fulminante con 39.6 di febbre, il che comporta varie gite "fuori programma" alla guardia medica di Sant'Alessio e in tutte le farmacie di Santa Teresa e dintorni. Che poi, di tutti 'sti santi mi avesse aiutato uno, ma vabbè.
Fattostà che sono ancora mezza malandata e vivo in simbiosi con il mio aerosol ("Dai, stasera andiamo tutti da Ylenia a farci una dose di Flumicil!").
Secondo inconveniente è stato l'arrivo di una ex collega dell'amico che ci ha ospitati.
36enne fresca di divorzio con tanto di corna ripetutamente subìte, è arrivata il giorno di Ferragosto verso le 11 e da quel momento non ha mai smesso di parlare. Che abbia qualcosa a che fare con la mia otite?
Per fortuna dopo un paio di giorni siamo riusciti a trovare un ragazzo con cui accoppiarla, il quale, in cambio di qualche strusciatina, si è sorbito al posto nostro tutti i suoi monologhi.
Era uno spettacolo esilarante osservarli in spiaggia: lei, civettuola, parlava di sesso, ex mariti e amanti senza mai prendere fiato, nè attendere repliche; lui annuiva sempre, fingendosi interessato, mentre in realtà credo fosse in una specie di trance autoindotta, e che nel suo cervello scorressero solo immagini di tette al vento e pomiciate lesbiche.
Ad ogni modo tutto fà scuola, e anche questa vacanza è archiviata, con le sue note dolci e amare(di medicina).
2 - Il rientro. Possiamo dire che è stato più positivo del previsto. Innanzitutto appena giunta sul suolo romano l'orecchio ha miracolosamente iniziato guarire e ho finalmente abbandonato gli antidolorifici. Ma la cosa più fica è stata che i miei genitori non c'erano e tutt'ora sono a casa da sola fino al 2 settembre. Cioè, non proprio sola sola.
Sto facendo le prove di convivenza, diciamo.
E, signore mie, posso pure affermare con una certa spavalderia che è andato e sta andando tutto liscio, contrariamente a ogni mia previsione del tipo "mi lascia sola ad Agosto a farmi mangiare dai vermi" oppure "dopo due giorni ci prendiamo a legnate sulle gengive".
MA ANCHE NO.
Siamo stati bravi, invece, e abbiamo trovato un buon equilibrio.
Io cucino, Lui prepara sigarette. Io lavo i piatti, Lui mi dà i bacetti sul collo. Io metto sù il caffè, Lui mischia le carte per giocare a Uno.
Pensate, è passata già una settimana e ancora ci chiamamiamo "Amore" (es. Lui: "Amore, mi porti un bicchiere d'acqua? E una fetta di pane e Nutella? E l'accendino, grazie." / Lei: "Chi è che ti telefona a quest'ora di notte, Amore?!?").
Comunque tutto è bene quel che finisce bene e presto torneremo ognuno a casa sua, con un pò di malinconia, sì, ma anche contenti di non avere nessuno che ti sveglia alle 3 di notte mettendoti la mano nell'acqua bollente o fingendo che ci sia un ladro in bagno.
3 - Il nuovo lavoro. Forse non tutti eravate aggiornati da questo punto di vista, comunque la storia è che la sottoscritta il 26 agosto doveva iniziare a lavorare nel reparto Marketing di una piccola società di produzione televisiva.
Dico "doveva" perchè credo che il mio sia il caso di autolicenziamento più veloce nella storia dell'impiego privato: ho resistito per ben 2h e 10min, dopodichè sono scappata, senza lasciare tracce.
Il motivo ve lo spiego poi bene in separata sede, ma il succo è che la peggio gente me la sono andata a capare io. Uffi uffi.
Tutto questo per dirvi che sono di nuovo scannata e a piede libero, perciò qualsiasi lavoro, e ripeto QUALSIASI, è ben accetto. Dico sul serio.
Accattatevill'.
Bè, credo che a questo punto l'aggiornamento sia finito, anche perchè avevo iniziato con "in breve" ed è più di un'ora che sto scrivendo.
Vado a pranzo, và.
Alla prossima vacanza...MA ANCHE NO!
sabato 9 agosto 2008
Basta che sia pasta
Si inaugura oggi la rubrica "Incontri culinari del 3° tipo".
Una raccolta di ricette che solo i palati più originali (e folli?) potranno apprezzare e divulgare.
Troverete pietanze introvabili, darete vita a miscugli irripetibili.
Tra fornelli e cucchiarelle vi sentirete i nuovi Mago Merlino.
Siete pronti? Siete caldi?
Oggi si inizia alla grande, con ben 2 ricette!
(1) PENNETTE RUSTICHELLE
Difficoltà
@ (se le lenticchie, come nel mio caso, ve le ha bollite già mamma)
@@ (se ve le dovete bollire voi)
(Legenda: facile facile @, abbastanza facile @@, così così @@@, io non ci ho manco provato @@@@)
Ingredienti per 4 persone
Pennette (o qualsiasi pasta volete basta che sia corta e rigata)
Lenticchie (fatte bollire in precedenza con una gambo di sedano e una cipolla), 100gr
Melanzana, una piccola
Zucchine, due grandi (o tre piccole)
Vino bianco, un bicchiere (poi dipende...se siete sole e tristi, versatevene anche qualcuno per voi)
Un rametto di rosmarino
Cipolla
Olio d'oliva
Sale
Pecorino a piacere
+ un frullatore
Preparazione
Tagliate melanzane e zucchine a dadini, dopodichè mettetele in una padella dove prima avrete fatto soffriggere leggermente la cipolla.
Salate e fatele sfumare con un bicchiere di vino bianco appena si asciuga l'olio.
Quando si asciuga il vino aggiungete un pò d'acqua e così via fino a cottura ultimata.
Poi frullate le lenticchie con un pò dell'acqua ottenuta dalla bollitura (compreso il sedano e la cipolla), sale, olio, rosmarino e un pizzico di pecorino.
Cuocete la pasta (io la consiglio al dente), scolatela, versatela nella padella con le melanzane e le zucchine, mantecate aggiungendo la salsa di lenticchie e il gioco è fatto.
Non resta che mettere nei piatti e aggiungere pecorino a volontà.
(2) PASTA GRATINATA "SOLOMELANZANE"
Melanzane, tre, di tipo lungo e nero (donne, non fate strane congetture)
Penne rigate, 500gr
Parmigiano grattugiato
Alcune fette di formaggio, tipo Galbanino
Vino bianco, un bicchiere (idem come prima)
Aglio
Erba cipollina
Sale
Olio d'oliva
+ il solito immancabile frullatore
+ una pirofila di media grandezza
Preparazione
Tagliate le melanzane a dadini e fatele cuocere in una padella in cui avrete precedentemente fatto soffriggere due spicchi d'aglio; aggiungete sale e erba cipollina.
Cuocetele con lo stesso procedimento della ricetta precedente.
A cottura ultimata, frullate 2/3 delle melanzane, aggiungendoci un pò di olio a crudo se vi sembra che il composto risulti troppo asciutto (importante: tritate anche i 2 spicchi di aglio, o al limite buttateli).
Cuocete la pasta molto al dente e conditela con metà della crema ottenuta, mischiando il tutto con una manciata di parmigiano e con il formaggio Galbanino tagliato a pezzettini.
Ora disponete tutto nella pirofila nel seguente ordine:
- uno strato con metà della pasta
- uno strato di parmigiano
- uno strato composto dalle melanzane non frullate (il famoso 1/3 avanzato da prima..l'avevate dimenticato, eh?)
- un altro strato con la pasta rimanente
- uno strato della crema di melanzane avanzata (la metà che vi eravate messe da parte prima...un punto in meno alle più disattente!)
- uno strato di parmigiano
A questo punto mettete tutto in forno preriscaldato a 200° e cuocetelo per circa 20 minuti, o comunque finchè non si farà la crosticina invitante sopra.
E il pranzo è servito!
Al prossimo incontro, amiche dei fornelli!
E buone vacanze a tutti.
Una raccolta di ricette che solo i palati più originali (e folli?) potranno apprezzare e divulgare.
Troverete pietanze introvabili, darete vita a miscugli irripetibili.
Tra fornelli e cucchiarelle vi sentirete i nuovi Mago Merlino.
Siete pronti? Siete caldi?
Oggi si inizia alla grande, con ben 2 ricette!
(1) PENNETTE RUSTICHELLE
Difficoltà
@ (se le lenticchie, come nel mio caso, ve le ha bollite già mamma)
@@ (se ve le dovete bollire voi)
(Legenda: facile facile @, abbastanza facile @@, così così @@@, io non ci ho manco provato @@@@)
Ingredienti per 4 persone
Pennette (o qualsiasi pasta volete basta che sia corta e rigata)
Lenticchie (fatte bollire in precedenza con una gambo di sedano e una cipolla), 100gr
Melanzana, una piccola
Zucchine, due grandi (o tre piccole)
Vino bianco, un bicchiere (poi dipende...se siete sole e tristi, versatevene anche qualcuno per voi)
Un rametto di rosmarino
Cipolla
Olio d'oliva
Sale
Pecorino a piacere
+ un frullatore
Preparazione
Tagliate melanzane e zucchine a dadini, dopodichè mettetele in una padella dove prima avrete fatto soffriggere leggermente la cipolla.
Salate e fatele sfumare con un bicchiere di vino bianco appena si asciuga l'olio.
Quando si asciuga il vino aggiungete un pò d'acqua e così via fino a cottura ultimata.
Poi frullate le lenticchie con un pò dell'acqua ottenuta dalla bollitura (compreso il sedano e la cipolla), sale, olio, rosmarino e un pizzico di pecorino.
Cuocete la pasta (io la consiglio al dente), scolatela, versatela nella padella con le melanzane e le zucchine, mantecate aggiungendo la salsa di lenticchie e il gioco è fatto.
Non resta che mettere nei piatti e aggiungere pecorino a volontà.
(2) PASTA GRATINATA "SOLOMELANZANE"
Difficoltà
@@ (il forno può nascondere mille insidie per i meno esperti)
Melanzane, tre, di tipo lungo e nero (donne, non fate strane congetture)
Penne rigate, 500gr
Parmigiano grattugiato
Alcune fette di formaggio, tipo Galbanino
Vino bianco, un bicchiere (idem come prima)
Aglio
Erba cipollina
Sale
Olio d'oliva
+ il solito immancabile frullatore
+ una pirofila di media grandezza
Preparazione
Tagliate le melanzane a dadini e fatele cuocere in una padella in cui avrete precedentemente fatto soffriggere due spicchi d'aglio; aggiungete sale e erba cipollina.
Cuocetele con lo stesso procedimento della ricetta precedente.
A cottura ultimata, frullate 2/3 delle melanzane, aggiungendoci un pò di olio a crudo se vi sembra che il composto risulti troppo asciutto (importante: tritate anche i 2 spicchi di aglio, o al limite buttateli).
Cuocete la pasta molto al dente e conditela con metà della crema ottenuta, mischiando il tutto con una manciata di parmigiano e con il formaggio Galbanino tagliato a pezzettini.
Ora disponete tutto nella pirofila nel seguente ordine:
- uno strato con metà della pasta
- uno strato di parmigiano
- uno strato composto dalle melanzane non frullate (il famoso 1/3 avanzato da prima..l'avevate dimenticato, eh?)
- un altro strato con la pasta rimanente
- uno strato della crema di melanzane avanzata (la metà che vi eravate messe da parte prima...un punto in meno alle più disattente!)
- uno strato di parmigiano
A questo punto mettete tutto in forno preriscaldato a 200° e cuocetelo per circa 20 minuti, o comunque finchè non si farà la crosticina invitante sopra.
E il pranzo è servito!
Al prossimo incontro, amiche dei fornelli!
E buone vacanze a tutti.
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